Come creare un’aiuola colorata per il giardino

Costruire un’aiuola da zero è un modo gratificante per aggiungere colore e interesse al vostro giardino. In questo articolo proviamo a dare qualche utile suggerimento per creare un’aiuola colorata e perfetta.

I fiori, ovviamente, sono essenziali per le farfalle e altri impollinatori, quindi un letto di fiori aiuterà a stendere il tappetino di benvenuto per queste creature benefiche. E come una tela bianca, un’aiuola vi offre la possibilità di essere creativi e di riempire un’aiuola con tutto ciò che volete. Le opzioni sono quasi infinite, ma prima dovete pensare  alla base reale del vostro letto di fiori. Non preoccupatevi se questo  progetto può sembrare scoraggiante, ma tutto ciò che serve è un po’ di pianificazione, preparazione e, magari, un po’ di sudore.

Come preparare un’aiuola

Quando siete pronti a costruire una nuova aiuola, ci sono alcune cose da considerare prima di iniziare a scavare.

1.La posizione:

Ovunque da un angolo del cortile al vostro ingresso anteriore può essere un ottimo posto per un’aiuola. Potete costruire un’aiuola lungo il recinto della proprietà, sotto un albero o intorno a un giardino come uno stagno, per esempio. Se piantate vicino a un vialetto o lungo un marciapiede, assicuratevi di considerare la sicurezza di chi cammina quando si tratta dell’altezza della pianta e se dovesse ghiacciare inverno.

2.Quanta luce solare arriva in quel punto?

La maggior parte delle piante da aiuola, in particolare i fiori annuali, richiedono pieno sole, il che significa un minimo di sei ore di luce solare diretta ogni giorno. Potete sicuramente creare un’aiuola in un’area parzialmente soleggiata o prevalentemente ombreggiata, ma sarete un po ‘più limitati nella scelta delle piante.

3.La qualità del terreno

La maggior parte delle annuali e delle piante perenni a fioritura apprezzano un terreno argilloso con abbondante aggiunta di compost. Prima di iniziare a piantare la vostra aiuola, vi consigliamo di rastrellare i detriti dal sito, rompere eventuali grandi zolle di sporco e aggiungere compost per arricchire il letto e incoraggiare una crescita sana delle piante. È anche una buona idea fare un test del suolo per scoprire se è necessario aggiungere eventuali nutrienti di cui le piante avranno bisogno per crescere al meglio.

Idee e disegni di aiuole

Una volta che avete scelto un sito per l’aiuola, è il momento della parte divertente: il design della aiuola. Quando si progetta un letto di fiori, ci sono molte opzioni.
Potete utilizzare la geometria per design di aiuola perfettamente quadrato, rettangolare, circolare o addirittura triangolare.
Riempite un’aiuola con piante alte o dense per coprire le caratteristiche poco attraenti del cortile come condizionatori d’aria, pattumiere, stufe per piscine o altri elementi poco gradevoli alla vista.

Per creare i bordi potete utilizzare dei sassi piatti o acquistare bordure adatte al caso. Ne esisono di molto attraenti adatte allo scopo in commercio.


Metodo alternativo per creare un letto per l’aiuola.

Rimuovere l’erba senza scavare è il metodo lungo ma facile. Coprite semplicemente l’intera area per trasformarla in un’aiuola con diversi fogli di giornale sovrapposti. Stratificate la carta con almeno sei pagine di profondità, quindi coprire il giornale con diversi centimetri di terreno ricco o compost. Bagnate con l’acqua. Nei prossimi mesi l’erba sepolta morirà e il giornale si decomporrà aggiungendo nutrienti al terreno. Per risultati ottimali, mantenere l’area coperta per un massimo di un anno prima di piantare.

Una volta rimosso il tappeto erboso, tenete sotto controllo la vostra  nuova aiuola con un bordo in plastica, pietra, mattoni o legno. Alcuni eccentrici materiali che potete usare per bordare includono bottiglie di vetro, grandi conchiglie o recinzioni metalliche decorative.

Oppure potete costruire un‘aiuola rialzata. Ci sono alcuni modi per  farlo. Potete incorniciare voi stessi un’aiuola rialzata con assi di legno tagliati alla lunghezza desiderata. Ciò vi consente di costruire un’aiuola in qualsiasi forma o dimensione desideriate. Ma se preferite la soluzione più semplice, ci sono kit di aiuole rialzate che forniscono tutto

Le piante e i fiori ideali per le aiuole

Avete progettato il vostro letto di fiori, rimosso l’erba, preparato il terreno e bordato il tuo sito da piantare presto. Ora è il momento di piantare il vostro letto di fiori!

Ci sono tante piante di aiuole quanti sono i giardinieri per inventare idee per aiuole. Vi consigliamo di scegliere quelle idonee al vostro clima, ovviamente, e che sono adatte alla posizione dell’aiuola e all’esposizione alla luce solare. Ma oltre a ciò, i fiori migliori sono quelli che amate di più.

Annuali a bassa crescita come alyssum dolce, lobelia e impatiens funzionano bene come piante da bordura.
Oppure potete aggiungere energia ai disegni di aiuole nella parte anteriore della casa con una miscela colorata di bellezze di varia altezza come zinnie, bocche di leone o calendule.
Fiori alti, tra cui girasoli, malvarose e cosmos, possono essere particolarmente invitanti in un’aiuola che fiancheggia i gradini della veranda o lungo una recinzione di proprietà.
Le idee di piantagione di aiuole rialzate includono una fila centrale di fiori alti e di media altezza con un bordo di fiori a cascata come bacopa, edera, geranio, muschio rosa o calibrachoa.
Altre idee di piante da aiuola includono un giardino di fiori monocolore, un letto di fiori pastello o un “giardino di luna” piantato interamente in fiori bianchi.

Costruire un letto di fiori da zero potrebbe sembrare intimidatorio, ma in realtà è un progetto abbastanza semplice che qualsiasi appassionato fai-da-te o giardiniere può realizzare. Il tempo speso nella pianificazione, progettazione e preparazione sarà ripagato molte volte quando potrai ammirare le tue splendide fioriture.

Lillà: il fiore delle fate e della purezza

 Lillà, il cui nome botanico è Syringa vulgaris, è un arbusto a foglia caduca. Questa pianta è originaria dell’Asia settentrionale, dell’Estremo Oriente e della Persia. Molto apprezzata per il suo profumo e per la ricca fioritura, la pianta del Lillà viene ampiamente utilizzata per ornare piccoli e grandi giardini. Si tratta infatti di un arbusto in grado di raggiungere un’altezza di 5 metri, ma non è raro vederla coltivata anche come siepe. In passato è stata abbondantemente utilizzata soprattutto a fini terapeutici e per creare gradevoli essenze, grazie all’abbondante fioritura che avviene in primavera. I rami hanno un andamento ascendente e le foglie sono caratterizzate da una graziosa forma a cuore. I fiori sono tipicamente di color lilla, ma con la presenza dei numerosi esemplari ibridi è attualmente possibile ammirare vistose fioriture dalle tonalità rosa, rosa scuro e viola chiaro.

Coltivazione
Essendo un arbusto in grado di raggiungere altezze notevoli il Lillà trova la sua posizione ideale in piena terra. In vaso invece richiede grande disponibilità di terra e di spazio.
Si tratta comunque di una specie molto resistente, motivo per cui non vi è bisogno alcuno di ricorrere a tecniche particolari per la sua coltura.
Quando occorre mettere a dimora la pianta giovane è sufficiente preparare l’alloggio scavando una buca e disponendo sul fondo un leggero strato di terriccio concimato. É consigliabile tenere a bagno le radici del Lillà per circa un’ora per poi posizionarla. Così facendo si può reinserire la terra senza pressare troppo sulle radici. Il tutto andrebbe fatto in primavera o ancora meglio in autunno. Superato un breve periodo dove la pianta ritroverà il suo equilibrio, il Lillà sarà completamente autonomo.

Malattie e cure
L’unica malattia alla quale è soggetta la pianta del Lillà è la batteriosi. Se presa in tempo si può facilmente intervenire utilizzando dei preparati a base di ossicloruro di rame e calcio. Più raro, ma non impossibile, è invece che la pianta contragga la peronospora che si manifesta attraverso la comparsa di piccole macchie puntiformi sulle foglie. Anche se rara questa malattia è piuttosto dannosa in quanto si tratta comunque di una forma funginea, dunque debellarla è alquanto difficile. Per curare una pianta di Lillà affetta da questa malattia è necessario ricorrere al rame o se si vogliono utilizzare metodi naturali, il macerato di ortica.

Curiosità
Nell’antichità i fiori venivano utilizzati per la preparazione sia di profumi, sia che di olio da massaggio il quale risultava molto utile per combattere i dolori reumatici. Inoltre la pianta del Lillà è sempre stata accostata alle figure delle fate. Le antiche credenze in merito sostengono infatti che dietro i fiori di questa pianta si nascondessero frequentemente queste figure fatate. Allo stesso tempo la simbologia legata a questo fiore riporta assonanze con la purezza e con le cerimonie religiose.

profumi e colori dell’osmanto odoroso


Il suo nome scientifico è Osmanthus fragrans, nel Bel Paese è meglio noto con il nome italiano di Osmanto Odoroso, altresì conosciuto come Osmanto gigante.
L’arbusto appartiene alla famiglia Oleaceae, che a sua volta fa parte all’ordine delle Lamiales; le sue origini sono da ricercarsi in Cina e in Giappone, dove cresce in maniera spontanea.
L’Osmanto Odoroso presenta foglie oblunghe verde scuro, simili a quelle della pianta dall’alloro, ma caratterizzate da un margine leggermente spinoso. I suoi fiori sono piccoli ed emergono per la loro profumazione intensa e avvolgente.
Si tratta di un arbusto sempreverde in grado di raggiungere dimensioni importanti, impiegato anche per la realizzazione di siepi particolarmente decorative e fragranti. Tuttavia, l’Osmanto Odoroso può essere coltivato anche in vaso. La pianta vive perfettamente in aree a temperatura mite, di fatto l’Osmanto non sopporta per lunghi periodi i climi molto rigidi; l’arbusto teme soprattutto i venti particolarmente freddi.

Metodologie di coltivazione

Essendo una pianta particolarmente resistente alle malattie l’Osmanto Odoroso non ha bisogno di moltissime cure, la prima grande accortezza della sua coltivazione è sicuramente quella di tenere l’arbusto lontano dal gelo. Nonostante ciò, chi vive in aree fredde non deve rinunciare a coltivare la sua pianta di Osmanto, per farlo nel migliori dei modi sarà sufficiente coltivarla in vaso, di modo da poterla mettere al riparo durante le stagioni più fredde.
Perché l’arbusto si mostri in tutto il suo splendore deve essere coltivato seguendo poche e piccole regole: prima di tutto bisogna pensare al terreno, l’Osmanto Odoroso necessita di suoli acidi e leggermente sabbiosi, a tal proposito è doveroso precisare che il terreno non deve risultare mai pregno d’acqua, la pianta teme l’umidità che, se eccessiva, causa il marciume radicale, questo nonostante dal mese di maggio fino a quello di settembre l’Osmanto necessiti di essere irrigato abbondantemente. Inoltre, affinché l’arbusto cresca bello e rigoglioso, tra la fine del mese di febbraio e i primi giorni del mese di marzo bisogna somministrargli un buon concime organico. Le potature, invece, devono essere eseguite tra la fine della stagione invernale e il principio di quella primaverile.
Sia in vaso che in siepe l’Osmanto Odoroso è una pianta facile da gestire.

Malattie e cure in breve

Come già accennato l’Osmanto è una pianta resistente, questo però non significa che sia inattaccabile. Può capitare appunto che le sue foglie vengano aggredite dalla cocciniglia, questo si verifica soprattutto quando la pianta viene coltivata in una zona con un clima particolarmente caldo e asciutto. Per debellare l’insetto bisogna procedere a eseguire una massiccia potatura, di modo da rimuovere definitivamente i rami colpiti. La cocciniglia viene altresì eliminata irrorando su tutta la superficie della pianta infetta olio bianco minerale. Ovviamente prima di utilizzare il prodotto bisogna sempre leggere attentamente le indicazioni riportate nella confezione.

Curiosità

L’Osmanto Odoro con la sua rustica bellezza è oggetto di una famosa poesia del poeta e scrittore lombardo Vittorio Sereni. Il componimento, dal titolo Settembre, descrive con parole intense e cariche di musicalità l’atmosfera creata dalla fioritura settembrina dell’Osmanto.

Coleus: la pianta dalle foglie colorate

 
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Caratteristiche generali
Pianta sempreverde delle zone tropicali dell’Asia e dell’Africa, la Coleus è una pianta molto diffusa in appartamento dove raggiunge i circa 50 cm di altezza, sebbene alcuni esemplari raggiungano anche il metro, è rinomata per le sue foglie dalla forma ovale, cuoriforme o lanceolata, con i margini lisci o dentellati, di diversi colori combinati fra loro, tra cui il rosso, il giallo, l’arancione, il verde e il bianco. I fiori consistono in un’infiorescenza a pannocchia di colore rossa, bianca, blu o viola ma non sono certamente la caratteristica principale per cui scegliere questa pianta.

 

Coltivazione
La Coleus va tenuta ad una temperatura compresa tra i 20°C ed i 25°C, in quanto è una pianta di origini tropicali, può sopravvivere anche ad una temperatura di 12°C sotto la quale però muore.
Ama il sole, sarebbe bene tenerla sempre posizionata a sud e anche esporla al sole diretto, salvo nelle ore di maggiore insolazione. Il colore e la brillantezza delle sue foglie sono proprio dovuti alla quantità di luce che essa riceve. Attenzione invece alle correnti d’aria, non sono ben tollerate dalla pianta che a fine estate perde le foglie più in basso per poi farle ricrescere con l’arrivo della primavera.
Per quanto riguarda il terreno, è consigliabile un mix di terriccio fertile, torba e sabbia con dei ciottoli sul fondo in modo che l’acqua possa drenare e non ristagnare all’interno del vaso. L’eventuale rinvaso si può effettuare in primavera.
Essendo una pianta che ama gli ambienti umidi è consigliabile nel periodo estivo, nebulizzare dell’acqua sulle foglie. Il terreno deve sempre essere umido quindi le innaffiature devono essere frequenti in estate e più rare in inverno quando la pianta è nella fase di riposo vegetativo. Al fine di stimolare la crescita di nuovi rami e mantenere la pianta in ordine è bene procedere alla cimatura degli apici vegetativi ogni 2-3 settimane circa. Per quanto riguarda la concimazione, va effettuata ogni 15 giorni nel periodo primaverile ed estivo, basterà versare del concime liquido nell’acqua di annaffiatura.
La moltiplicazione può essere effettuata sia per talea che per seme. Per quanto riguarda la talea, basterà prendere un nuovo getto lungo circa 7-10 cm nel periodo che va da aprile a settembre, il taglio deve essere netto ed obliquo mentre vanno eliminate le foglie più vicine alla base. Va quindi piantata in un mix di torba e sabbia, il terriccio va costantemente tenuto umido e la temperatura deve essere attorno ai 20°C. Quando avrà radicato e sarà cresciuta potrete rinvasarla.
I semi vanno invece piantati da gennaio a febbraio in un mix di terriccio fertile e sabbia, quindi innaffiati e coperti con un telo di plastica sino a quando non germoglieranno, allora saranno pronti per venir spostati in vasi più grandi.

 

Parassiti e malattie
Le malattie più comuni di questa pianta sono legate all’innaffiatura, troppa o poca acqua possono portare rispettivamente a far marcire la pianta o presentare note di scolorimento/ingiallimento. Stessa cosa dicasi per la mancanza di luce, le foglie tenderanno ad ingiallire e appassire.
Per quanto riguarda invece i parassiti, fate attenzione alle afidi, piccoli animaletti biancastri che infestano la pianta, per eliminarli potete utilizzare un antiparassitario specifico. Attenzione anche alla cocciniglia farinosa, crea macchie sulla piante inferiore della foglia, potete rimuoverle facilmente con un batuffolo di cotone imbevuto nell’alcool. Qualora fossero più resistenti utilizzate un prodotto apposito rivenduto da commercianti specializzati.


Curiosità
Questa pianta appartiene alla stessa famiglia della menta e delle ortiche, pur avendo foglie dai colori ben più accesi e particolari.
La radice tuberosa viene utilizzata in cucina come contorno mentre le foglie possono venir riposte in salamoia. Secondo la medicina ayurvedica la pianta ha la capacità di aiutare nel processi di digestione. Viene anche consigliata come rimedio naturale per chi soffre di problemi respiratori quali bronchite ed asma bronchiale o alle persone in sovrappeso che desiderano perdere qualche chilo.

 

 

I colori della celosia

Appartenente al genere delle Amaranthaceae, la Celosia è una splendida pianta perenne o annuale caratterizzata da un’infiorescenza peculiare che viene apprezzata sia nei giardini sia, soprattutto, nei bouquet. La sua diffusione è avvenuta a partire dalla metà del 1900 quando è stata riscoperta per la bellezza dei fiori e per la facilità con cui può essere coltivata. In natura, la Celosia cresce spontaneamente nel continente africano e in quello asiatico, quindi nelle zone tropicali o calde del mondo. Per questo motivo alle latitudini come quelle italiane spesso rappresenta un’essenza annuale che non riesce a superare i climi rigidi o freddi. L’interesse per questo genere di piante è tanto elevato che continuano ad essere create delle ibridazioni particolari contraddistinte da infiorescenze di tonalità sempre diverse. I fiori infatti rappresentano l’attrattiva principale della Celosia, essi formano un pennacchio morbido sulla sommità della pianta con colorazioni che vanno dal giallo al fucsia. Essi fanno capolino sulla pianta a partire dai primi caldi e rimangono fino all’arrivo del freddo. La pianta ha uno sviluppo diverso a seconda della specie, l’altezza media è compresa tra 1,5 metri e 20 centimetri. Lungo il fusto si sviluppano diversi steli da cui si generano le infiorescenze e le foglie lanceolate di color verde piuttosto chiaro.

Coltivazione

La coltivazione della Celosia è abbastanza semplice, tanto che può essere coltivata in qualsiasi giardino oppure direttamente in vaso dentro casa. Il fattore importante è la temperatura che va mantenuta superiore ai 10°C altrimenti si causa la morte della pianta. Per lo sviluppo vegetativo, invece, essa dovrebbe mantenersi al di sopra dei 20°C mentre, nella fase di riposo, può scendere tra i 20°C e i 15°C. Variazioni di questi indici possono determinare una diversità di sviluppo del fusto e delle infiorescenze. L’esposizione preferita dalla Celosia è quella in pieno sole, tuttavia bisogna prestare attenzione che l’intensità dei raggi solari non vada a bruciare i tessuti della pianta causandone il deperimento. Per questo, nei climi caldi, si può optare per una collocazione in mezzombra oppure ombreggiando le piante nelle ore più calde della giornata. Le annaffiature non dovrebbero mai mancare, la siccità infatti è un problema per questo genere di piante che amano i terreni ricchi di umidità. Per questa ragione il suolo non dovrebbe mai risultare asciutto altrimenti la Celosia ne risente immediatamente. Oltre ad irrigare di frequente, si può somministrare anche del concime liquido durante tutto il periodo di sviluppo, questo garantisce una crescita vigorosa e un’abbondante fioritura con una maggiore persistenza dei fiori. Il terriccio ideale per queste piante deve essere leggero, ricco di materia organica e deve mantenere bene l’umidità al suo interno. Il pH, inoltre, dovrebbe essere tendenzialmente acido.

Malattie e cure

La Celosia non soffre di particolari malattie, tuttavia presenta dei problemi con alcune infestazioni di insetti. In particolare gli afidi rappresentano una problematica costante, soprattutto per le piante tenute in casa, per cui vanno eliminati utilizzando dei prodotti chimici specifici per eliminare subito i parassiti.

Curiosità

In alcune parti del mondo la Celosia viene utilizzata non come pianta decorativa ma come alimento. Ad essere consumati sono i germogli che vengono cucinati come gli spinaci mentre i semi sono utilizzati al posto dei cereali.

Gaillardia

Originaria dell’America Settentrionale, la Gaillardia è un a pianta erbacea perenne o annuale che cresce nelle pianure e nelle praterie canadesi o statunitensi fino a 2000 metri sul livello del mare. Le dimensioni di questa specie sono abbastanza contenute, infatti la crescita è contenuta tra i 50 e i 30 centimetri d’altezza, anche se tendenzialmente la Gaillardia forma un tappeto erboso basso e molto fitto. Essendo delle piante sempreverdi, le foglie sono persistenti e molto sottili, vengono prodotte a partire dai fusti che crescono nel periodo estivo e possono misurare fino a 15 centimetri di lunghezza. In estate, sui fusti ramificati si aprono le infiorescenze che rendono inconfondibile questo genere di piante. Esse assomigliano a delle margherite o dei piccoli girasoli, tuttavia la colorazione è completamente differente. La tonalità principale è il marrone o il rosso che vira dal centro all’esterno assumendo tinte più calde come il giallo. Dall’aspetto la Gaillardia ricorda un girasole ma con dimensioni decisamente più contenute.

Coltivazione

La coltivazione della Gaillardia può essere fatta anche nel giardino di casa purché vengano rispettati determinati requisiti che devono ricreare l’ambiente originario di questa tipologia di piante. Per quanto riguarda l’esposizione, la specie è indicata per una collocazione soleggiata e calda. Provenendo da zone con un clima piuttosto fresco, deve godere di un numero sufficiente di ore di luce che permettano di sviluppare sia i fusti sia le foglie. L’irraggiamento solare è essenziale per garantire un buono sviluppo di tutta la pianta. Bisogna precisare che la Gaillardia non teme l’ombra e nemmeno i periodi freddi, anzi, è una specie rustica che riesce a resistere anche a climi rigidi senza richiedere delle cure specifiche per il periodo invernale. Le annaffiature di questa specie non devono essere frequenti poiché le piante godono di una grande capacità di resistere ai periodi di siccità anche prolungati. Generalmente però preferiscono un terreno asciutto piuttosto che eccessivamente umido poiché potrebbe intaccare l’apparato radicale. Per questa ragione, il terriccio su cui crescono dovrebbe essere ben drenato utilizzando dei sottofondi di ghiaia e terreno sciolto. Vengono accettati anche quei suoli poco ricchi di materia organica poiché si tratta di piante poco esigenti. La moltiplicazione può avvenire in due modi: per semina o per divisione. Il primo metodo porta ad ibridazioni che talvolta non sono particolarmente apprezzabili, il secondo invece è il preferito ma bisogna prestare attenzione a non rovinare l’apparato radicale. Il periodo migliore per propagare la Gaillardia è la primavera.

Malattie e cure

La Gaillardia richiede un terreno drenato poiché non tollera affatto i ristagni idrici sul terreno. A lungo andare la presenza di acqua può causare un marciume radicale tale da portare alla morte la pianta stessa, decisamente delicata da questo punto di vista. Se coltivata in casa, essa va posta in un luogo ventilato altrimenti possono verificarsi degli episodi di iodio che vanno poi adeguatamente trattati con specifici prodotti chimici.

Curiosità

L’origine del nome Gaillardia è da trovarsi nel magistrato francese M. Gaillard de Charentonneau, esperto di botanica del 1700. Inoltre, in natura alcune specie di questa pianta rappresentano l’unica fonte di cibo per alcuni lepidotteri che si nutrono esclusivamente di esse.

Dipingere balconi e giardino con la surfinia

È difficile non notare un un bel giardino, un davanzale, un balcone ricchi ed ornati della presenza di piante o fiori. Negli ultimi decenni, grazie all’importazione di splendide piante, la varietà di specie di arbusti o fiori che fanno parte dei nostri giardini, è aumentata moltissimo.
Nei nostri cultivar, negli anni ottanta, è entrata la Surfinia, una varietà brevettata di petunia di origine giapponese. Un incrocio fra una specie rampicante a fiore piccolo e le classiche petunie. La Surfinia è caratteristica per la sua cascata di colorati fiori rosa, rossi, bianchi, lilla, viola, a volte anche bicolori o striati che fioriscono da maggio a settembre. La pianta, grazie agli ibridatori, può avere diverse dimensioni, con fiori grandi o piccoli e ricadenti. Le Surfinie se ben trattate hanno un lunghissimo periodo di fioritura e con la giusta cura e attenzione possono mantenere la fioritura fino a novembre.

Metodi di coltivazione
La Surfinia è considerata pianta annuale che mal sopporta la rigidità dei climi invernali. Essenzialmente, vengono coltivate come piante da vaso, ma se vogliamo possiamo anche collocarle in piena terra. Magari per ornare le aiuole del il nostro giardino.
Per la messa dimora a terra è consigliabile scegliere una specie non rampicante, ma strisciante. Scaviamo una buca larga almeno il doppio del vaso di provenienza, sul cui fondo depositiamo una manciata di concime a lenta cessione. Posta la pianta nella buca copriamo con la terra e compattiamo. Se desideriamo coltivarle in cassette utilizziamo un terriccio leggero. Anche in questo caso compattiamo ma non molto per evitare il ristagno idrico e il deposito di marciume della pianta. Per ottimi risultati, aggiungere nel terriccio perle di argilla drenante. Un controllo settimanale del livello del terriccio affinché non si abbassi il livello del terreno. Le Surfinie necessitano di un terreno profondo o di vasi non troppo piccoli o bassi.

Irrigazione e concimazione
La pianta non necessita di abbondanti innaffiature ma solo regolari. Evitare assolutamente il ristagno di acqua nel sottovaso che può portare al marciume del colletto.
Per quanto riguarda la concimazione, le Surfinie sono piante che necessitano di nutrimento. È preferibile mescolare al terreno un concime granulare a lenta cessione per piante da fiore con una cadenza bisettimanale, per stimolare la crescita e la buona fioritura.

Le malattie delle Surfinie
Sono piante sane e resistenti, anche se possono venire colpite da parassiti come il ragnetto rosso o gli afidi.
Il ragnetto rosso è un acaro che si nutre della linfa della pianta. Di solito colpisce quando le temperature sono molto alte,e si annida sul retro delle foglie. Un buon acaricida ridona vigore alla pianta.

Gli afidi attaccano il fusto della pianta.
La Surfinia può anche essere attaccata, soprattutto dopo le piogge, dall’oidio che può essere debellato con un idoneo anticrittogamico.

Bella di notte: il fiore della timidezza

La bella di notte o Mirabilis Jalapa è una pianta originaria delle regioni tropicali dell’America meridionale e giunse in Europa solo nel 1500. La Mirabilis Jalapa viene chiamata bella di notte per la sua caratteristica di schiudere i fiori solo al calar di sole, sprigionando un profumo intenso che si propaga fino all’alba quando i boccioli si richiudono completamente. E’ una pianta perenne, con un’altezza che si attesta intorno ai 30 cm-60cm; presenta un fusto eretto e liscio con foglie ovali e appuntite. I fiori sono imbutiformi e si presentano in diverse colorazioni: bianchi, gialli, rosa, rossi, bicolori, ed è inoltre possibile che la stessa pianta produca boccioli di colorazioni diverse.

Coltivazione

La bella di notte deve essere piantata durante la stagione primaverile, nel periodo compreso tra aprile e maggio, per evitare che l’eccessivo freddo infici la sua crescita vegetativa, se viene piantata all’interno di una serra o in casa si può anticipare la semina ai mesi di marzo-aprile. Prima di procedere alla coltivazione, bisogna immergere i semi della Mirabilis Jalapa in acqua e lasciarli in ammollo per una notte intera; questo procedimento, considerato lo spessore e la durezza del seme, serve per facilitare la crescita del germoglio. Se la bella di notte viene coltivata in vaso è necessario inserire nel terreno tre o quattro semini, ed eliminare dopo l’iniziale crescita quelle più delicate e gracili; questa pianta non necessita di un particolare tipo terriccio ma durante il processo di germinazione è opportuno mantenere costantemente umido il terreno. Durante il processo di crescita della pianta il vaso deve essere collocato in una zona ampiamente soleggiata. Se invece si semina la Mirabilis Jalapa direttamente nel terreno, bisogna inserire ogni seme ad una profondità di circa 1,25 cm e una distanza di circa 30-50 cm possibilmente in un terreno ben drenato e che sia esposto quasi completamente al sole.

La bella di notte necessita di costanti e abbondanti annaffiature, specialmente durante i periodi più caldi e preferibilmente nelle prime ore del mattino. Durante il periodo di fioritura, giugno-ottobre, è opportuno provvedere alla concimazione della Mirabilis Jalapa con un fertilizzante ricco di potassio, che favorisce la crescita delle corolle; la concimazione deve essere costante e non aggressiva e in media deve essere eseguita ogni due mesi. Questa bellissima pianta ha una crescita molto abbondante, quindi è necessario sfoltirla eliminando alcune foglie favorendo così la nascita di altri boccioli. La Mirabilis Jalapa può essere attaccata dagli afidi, un tipo di parassita che succhia la linfa dalle parti verdi della pianta causandone il progressivo ingiallimento, per evitare che gli insetti attacchino le altre piante bisogna agire con degli insetticidi ad azione sistemica. Da evitare anche i ristagni idrici che causano nella pianta un marciume radicale, di conseguenza controllate sempre che il terreno sia ben drenato.

La bella di notte, nel linguaggio dei fiori viene associata alla timidezza, per la sua particolare caratteristica di schiudere i fiori solo all’imbrunire quando è ben nascosta dai raggi del sole. La Mirabilis Jalapa viene anche chiamata in Giappone con il nome di “fiore della bollitura del riso” o “fiore della doccia”, attività che si svolgono in concomitanza con l’apertura dei suoi bellissimi fiori. La pianta è nota anche per la sua straordinaria caratteristica di attrarre le farfalle notturne, grazie al profumo intenso e delicato che emanano i suoi fiori quando si schiudono. I semi polverizzati della bella di notte venivano utilizzati in Giappone per estrarre un cosmetico, mentre nell’Italia del ‘700 i sui preziosi semi servivano per ottenere una particolare farina usata per la panificazione.

la morbidezza dell’ageratum

Il principale impiego dell’Ageratum è per bordare aiuole o per creare piccole distese compatte, grazie all’effetto magnifico dei suoi soffici fiori che di continuo sbocciano durante la stagione estiva.

L’appartenenza dell’Ageratum è alla famiglia delle Asteracae e viene italianizzato in Agerato, pianta erbacea la cui origine risale ad alcune zone dell’America del Nord.
Il loro fusto è rigido e vuoto al suo interno, senza la presenza di rami ma con foglie che nascono direttamente sul fusto con bordi zigrinati. I fiori sembrano dei piccoli pon pon colorati prevalentemente di blu o di viola, ma vi sono anche tinte rosa o bianche.

Coltivazione

L’ageratum si propone come pianta da esterno che non richiede grandi competenze di giardinaggio e nemmeno meticolose cure. Predilige le zone soleggiate e calde e proprio per questo il suo impiego maggiore riguarda prati e aiuole. Non ama le grandi ventilazioni e tollera la penombra.
Le uniche attenzioni devono essere prodotte nel momento in cui arriva l’inverno e la temperatura scende sono i 4-5°C: in questo caso è meglio proteggere la coltivazione.
La pianta richiede la presenza di un terreno che deve essere quasi costantemente umido, soprattutto in estate ma senza allagare la coltura. Il terreno deve essere soffice, bilanciato dal punto di vista organico e deve garantire un discreto drenaggio. La concimazione deve avvenire a distanza di una quindicina di giorni in maniera costante sia per il periodo primaverile che estivo.
Se si procede con la crescita partendo da semi, è consigliabile una volta fatto il fondo col terriccio formato da torba e sabbia, vaporizzare dell’acqua con uno spruzzatore al fine di non spostare la semenza e bagnare in modo omogeneo la zona, tenendola in una zona luminosa e ad una temperatura indicativa di 20-22°C. I semi non vanno interrati, ma lasciati sopra il terriccio per poter meglio prendere l’irrigazione e la luce.

Malattie e cure

Un terreno eccessivamente bagnato, allagato e poco drenante, può portare alla formazione di muffe e al proliferare di batteri. In tal caso è meglio creare un fondo capace di drenare al meglio l’acqua in eccesso.
Non eliminare fiori o foglie secche può comportare l’infestazioni di parassiti che utilizzano proprio queste parti inermi per veicolarsi verso stelo e fiori dell’Ageratum.
Fiori che dimostrano una crescita stentata e ”pallida” possono essere sintomo di una errata posizione della coltura: la cura migliore in questo caso è la luce naturale.
Un appassimento accentuato deriva invece da una mancanza di acqua nel terreno e il problema si risolve con una maggiore irrigazione.

Curiosità

Tra le tante specie presenti in botanica (circa 60), la più grande non supera il mezzo metro di altezza, ma vi sono anche varianti nane che si fermano a meno di 30 cm.
Il fiore dalla forma molto particolare è molto soffice il che favorisce l’impiego per decori artistici particolarmente piacevoli.
La specie coltivata in netta prevalenza è quella chiamata Ageratum Houstonianum, la cui origine è messicana e produce fiori con una disposizione a grappoli.
La concimazione è fondamentale per la crescita, lo sviluppo e la salute della pianta: il materiale deve contenere azoto, fosforo, potassio, ferro, manganese, rame, zinco, molibdeno e boro. Un concime quindi molto completo che è bene scegliere con cura, facendosi consigliare da un esperto in materia.

Ipomea: il fiore che incanta

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Un fiore è un’opera d’arte della natura e, a volerla dire con le parole dello scultore e pittore francese François Auguste René Rodin, i fiori si fanno fautori di un dialogo tra l’artista e la natura e lo fanno proprio attraverso la loro conformazione; la piega aggraziata dei loro steli e le sfumature dei loro petali veicolano verso l’artista la parola di madre natura. È così che, l’Ipomea, più conosciuta come campanella, offre all’occhio di chi la osserva risultati decorativi di spessore trasmettendo messaggi di bellezza in paesaggi il più delle volte rovinati dalla mano dell’uomo.

Ipomea: le caratteristiche di un fiore che incanta
Appartenente alla famiglia delle piante Convolvulaceae, presenti soprattutto nelle aree tropicali, la maggior parte delle Ipomee è rampicante. Questi fiori che si caratterizzano per la loro forma a campanella possono essere perenni oppure annuali.
Fanno parte delle ipomee perenni la specie bonariensis, quella pandurata e la alba. A tal proposito è però doveroso precisare che queste ipomee prediligono solamente aree in cui i mesi invernali si presentano miti.
Appartengono invece alle specie annuali la ipomea purpurea, la versicolor e la quamoclit. Queste specie presentano uno sviluppo molto rapido e il loro periodo di fioritura copre i mesi che vanno da giugno a ottobre. Il colore dei loro fiori va dal rosa al viola, all’azzurro al rosso. Fra le Ipomee più amate dal grande pubblico c’è l’Ipomoea purpurea. Un fiore delicatamente vistoso e piuttosto ornamentale, che con le sue campanelle color porpora e le sue foglie cuoriformi dà vita a incantevoli cascate in grado di coprire tralicci fino a 2 metri d’altezza.

Come coltivare l’ipomea a casa propria
Le Ipomee sono fiori facili da coltivare, ma necessitano di essere piantate in spazi soleggiati e riparati dalle correnti. Quello in oggetto è un fiore poco esigente, che non necessita di terreni particolari, ovviamente se seminata in un terreno fertile e leggero la pianta sarà più rigogliosa. Tuttavia, è necessario che il terreno sia ben drenato: l‘Ipomea di fatto è una pianta che soffre davanti ai ristagni ed è coltivabile sia a terra che in vaso, a patto che quest’ultimo sia profondo. Oltre a ciò, ogni pianta, per dare una fioritura abbondante e rigogliosa necessita anche di un’ampia superficie, infatti dovrebbe trovare dimora in uno spazio minimo di 28 centimetri diametro.
Queste piante devono essere seminate in primavera, nonostante ciò, se si vuole ottenere una fioritura anticipata, è possibile seminarle in vaso tra febbraio e marzo; ovviamente il vaso deve essere tenuto rigorosamente al coperto. Dopodiché, quando l’Ipomea raggiunge i 5 centimetri di altezza dovrà essere trapiantata o sul terreno o in un bel vaso capiente. Qualora invece i semi dell’ipomea dovessero essere piantati in primavera, prima della loro semina è consigliabile tenerli in ammollo in acqua tiepida per un lasso di tempo di 24 ore. Trascorso il tempo indicato, i semi saranno pronti per essere interrati. Germoglieranno dopo tre settimane circa.
Una volta seminata l’Ipomea necessita di ricevere innaffiature costanti, solo così il terreno che la accoglie rimane sempre umido, ma non stagnante. Questo per quanto concerne il periodo estivo, nei mesi invernali, invece, il terreno deve risultare quasi asciutto. Inoltre, la pianta non necessita di alcuna potatura, e si riproduce grazie alla moltiplicazione dei semi. Ogni anno l’Ipomea permette a chi la coltiva di raccogliere una quantità importante di semi, che potranno poi essere riseminati.
Un discorso a parte merita la concimazione, che va eseguita ogni 2 o 3 settimane. Il concime più indicato è quello in cui sono presenti tutti gli elementi fondamentali alla crescita rigogliosa dell’Ipomea, ovvero: il fosforo (P), il rame (Cu), l’azoto (N), il potassio (K), il ferro (Fe), il magnesio (Mg), il boro (B), lo zinco (Zn), il manganese(Mn) e il molibdeno (Mo).

Ipomea: malattie e cure
L’attacco più ricorrente da parte dei parassiti all‘Ipomea è dovuto all’eccessiva innaffiatura, in questo caso le foglie assumeranno una colorazione gialla. Per salvare la pianta il miglior rimedio è diminuire il numero delle innaffiature. Tuttavia, le foglie possono ingiallirsi anche se il terreno è troppo secco, se così fosse le innaffiatura andranno aumentate, badando sempre a evitare i ristagni.
Ma non è ancora tutto, perché l‘Ipomea è soggetta all’aggressione degli afidi e degli acari. A essere prese di mira solitamente sono le piante più giovani. Per contrastare il problema è necessario utilizzare un antiparassitario dedicato.

Ipomea: curiosità
Nonostante venga chiamata anche bella DI giorno per la sua peculiarità di chiudere i petali al calar del sole, c’è un’Ipomea che, invece, al contrario delle sue sorelle, schiude i suoi fiori bianchi e profumati proprio la notte, si tratta della specie bonae-noctis.