Anagallis arvensis: il mordigallina

L’Anagallis arvensis è un fiore di campo comune in Europa e nelle zone temperate di tutto il mondo. È un membro della famiglia delle piante delle Primulaceae. Si chiude di notte e si riapre il mattino seguente per richiudersi poi a metà pomeriggio, o prima se minaccia pioggia.
Il nome anagallis deriva dal greco e significa “deliziare di nuovo”, in riferimento al fatto che il fiore sboccia ogni giorno al sorgere del sole.
Il nome specifico arvensis deriva dal latino “arvum”, cioè campo arato inteso come habitat.

Le foglie di a.a. sono tossiche e pericolose per gli animali, anche se gli uccelli ne amano i semi. I fiori invece attirano gli insetti a scopo di impollinazione.
Cresce su prati incolti e coltivi, margini di strade , aree antropizzate, dal piano fino ai 1200 m di altitudine.

Proprietà, utilizzi e controindicazioni

Diverse parti della pianta contengono una varietà di costituenti attivi; come glicosidi, saponina, alcaloidi, ecc.
Tra le proprietà medicinali che sono state riconosciute a questa pianta ci sono quella di antimicrobico, antiossidante, antinfiammatorio e altre.

Va segnalato che si tratta tratta di una specie da escludere dall’uso familiare per la sua tossicità che può provocare diarrea, poliuria e tremore. In Australia sono stati segnalati casi di avvelenamento di pecore al pascolo che hanno mangiato quantità importanti di Anagallis.

Significato e simbologia

L’anagallis arvensis rappresenta umiltà modestia e moderazione per via della sua natura senza pretese.


Fiordaliso: leggende e colori di un fiore di campo.

Il suo blu intenso è quasi accecante tanto che il fiordaliso, non solo è famoso per essere uno dei fiori più belli che la natura possa creare ma è anche noto per le leggende che ne narrano la storia.

Se dal punto di vista botanico possiamo classificarlo come un fiore di campo che ama molto il sole, resiste abbastanza bene al freddo e in un certo modo fa “concorrenza” al papavero nella gara dei colori della primavera, dall’altro ha una grande storia narrazioni e leggende che ne parlano.

Leggende

La prima “storia” che lo racconta è infatti legata al Re Guglielmo I che vide questo fiore in un campo mentre una madre premurosa ne raccoglieva vari mazzetti da donare ai figli. Gli piacque cosi tanto che fece inserire il fiordaliso nello stemma nobiliare.

Un’altra leggenda che arriva dall’Alto Adige, racconta invece di una Principessa e di un Cavaliere: i due si innamorarono a primavera e lei con i suoi bellissimi occhi blu, convinse lui a restarle vicina fino all’inizio dell’inverno quando il Cavaliere dovette partire promettendo  di tornare.
All’inizio della primavera successiva, non vedendo più il suo amato, la Principessa fu così triste che desiderò  la morte ma una Fata la trasformò in Fiordaliso, il fiore dello stesso colore dei suoi occhi.

Coltivazione
Il fiordaliso è un fiore che cresce spontaneamente nei campi ed ai bordi delle strade. Sebbene sia diventato abbastanza raro vederlo, cimentarsi nella sua coltivazione non è cosa poi così impossibile.

Fondamentale è trovare una posizione soleggiata e un terreno drenante ma di qualsiasi tipo.

Il periodo di semina è vario poiché potete mettere a dimora i semi a fine inverno o anche in autunno ma, in questo caso sarebbe meglio coltivare il fiordaliso in semenzaio.