Silene vulgaris: curiosità e utilizzi di un fiore di campo

La Silene vilgaris è una pianta erbosa perenne che cresce tra tra i 20 cm e 70 cm di altezza. Questo fiore di campo bianco è anche conosciuto come silene rigonfia o bubbolini.
Questo calice perenne simile a una vescica verde e viola lo rende facilmente identificabile. I fiori bianchi dall’aspetto irregolare, che crescono all’estremità della vescica, hanno 5 petali a 2 lobi e sono larghi circa 2 cm con lunghi stami sporgenti. Si dice che abbiano un aroma simile a quello dei chiodi di garofano. Molti capolini possono essere trovati su una pianta di media altezza. Le sue foglie verdi-bluastre senza stelo sono lunghe e sottili sulle piante mature.

Nell’Europa continentale la Silene vulgaris è particolarmente comune nei paesi del sud, tra cui Portogallo, Spagna, Francia e Italia, ed è abbondante anche nell’Africa settentrionale.
In molte altre parti del mondo la silene vulgaris è una specie introdotta ed è ora naturalizzata allo stato selvatico. Questo fiore è presente nella maggior parte del Nord America e in alcuni luoghi è considerato un’erbaccia fastidiosa.

Utilizzi

Le foglie di Silene vulgaris sono commestibili e vengono utilizzate nelle insalate e in molti altri piatti in alcuni paesi del Mediterraneo. Le piante del genere Silene hanno radici che contengono la saponina composta, che sebbene sia una sostanza leggermente tossica è stata a lungo usata come sapone per lavare i vestiti, i capelli ecc. Ci sono riferimenti ad alcune specie di Silene sono stati usati per curare i morsi di serpente e come cura per calli e verruche.

Curiosità

Durante i mesi estivi la Silene può essere spesso coperto di schiuma ( un’escrezione di un insetto succhiatore di linfa) poiché questa è una pianta alimentare preferita dalla cercopoidea ( un insetto chiamato anche sputacchina).
Uno dei primi botanici a scoprire la Silene vulgaris la chiamò “papavero sputato” proprio per questo motivo.

La magia della primavera ( dei fiori e delle piante) a Formentera

La natura di Formentera può regalare paesaggi incredibili grazie alla varietà di vegetazione che cresce sull’isola. Il livello di piovosità più basso delle isole Baleari ne fanno un’isola privilegiata e tutta da scoprire in primavera, quando la bellezza dei colori e della natura sfoggiano tutto il loro splendore.

Partendo dalle foreste piene di ginepri e pini, a Formentera si possono scoprire varie forme vegetali come il rosmarino, l’erica e il timo aromatico, il corbezzolo nonché un’ampia zona di macchia mediterranea.
A Formentera crescono 17 specie di orchidee. Questo splendido fiore richiede condizioni particolari, terreni indisturbati e particolari strategie di impollinazione.
Inutile rammentare che solo qui possono crescere e trovare particolari condizioni e la giusta stabilità. Lasciatele nel loro habitat e limitatevi a fotografarle!

Gli alberi da frutto si colorano a primavera, regalando gustosi frutti nei mesi successivi. Il fico è il simbolo dell’isola ma non mancano mandorli, carrubi e ulivi.
I campi primaverili si colorano di papaveri, calendule, margherite e gladioli.

Le spiagge di Formentera ospitano alcune delle dune meglio conservate delle Isole Baleari, come Ses Illetes, Cavall d’en Borràs, Levante, Migjorn o s’Alga (sull’isola di s’Espalmador). Comprendono una parte sommersa –le scogliere formate dalle praterie di Posidonia oceanica– e una parte emersa, le piante che crescono sulle dune, con le loro profonde radici, trattengono il substrato sabbioso e fissano queste dune.

Valencians Beach; Formentera
Valencians Beach; Formentera

Piante endemiche e costiere

In prossimità delle saline si possono trovare varie specie endemiche, come ‘Limonium formenterae’, ‘Limonium wiedmanni’ o ‘Limonium gosii’.
I tratti rocciosi della costa hanno una vegetazione più impoverita. Il più diffuso è il ‘Limonium minutum’, esclusivo delle Isole Baleari, e il ‘Limonium cassonianum’ che ha fiori bianchi.
La Mola è ricca di specie endemiche, come la ‘Saxifraga corsica subsp. cossoniana’, minuscola pianta dai fiori bianchi. Ma è proprio l’endemismo che genera fascino per la sua rarità. A Formentera ci sono più di venti piante endemiche.

Da Lat: la città dei fiori

Da Lat è un po’ nascosta tra gli altipiani del Vietnam a  sud del Paese. Con le sue colline colorate, i prati pieni di fiori, gli alberi carichi di fioriture, attira a sé ogni genere di turista, dalle famiglie passando per coppie fino agli amanti del benessere e della natura o, perché no, della fotografia.
Da lat un tempo era centro di villeggiatura dei francesi che hanno lasciato segni indelebili nell’architettura di questa città.
Il centro nevralgico della città vietnamita è il lago, ma non dimenticate di visitare le colline, ricche di colori e meraviglie naturali.

Pongour waterfall
Cascate di Pongour, Foto Shutterstock

Come detto sopra, il punto focale di Da Lat è senza dubbio il lago Xuân Hương dove potete trovare il mercato con le bancarelle pieni  di fiori freschi, hotel e locali carni e, sempre in zona, anche l’affascinante stazione ferroviaria della città.
La bellezza  naturale che non potete perdere assolutamente sono le cascate presenti in zona: Pongour e le Elephant ad esempio distano una cinquantina di chilometri da Da Lat e offrono scenari incredibili, nonché la possibilità di praticare sport come canoa, escursionismo e mountain bike.

La città dell’eterna primavera

Da Lat lake
Foto di Phúc Mã da Pixabay

Il clima temperato di Da Lat è il punto di forza di quest’area. Non dimenticate comunque di portare qualche abito più pesante nei mesi invernali e che tra aprile e novembre potrebbe piovere.
Il mese di maggio è forse il migliore per visitare Da Lat e le sue meraviglie naturali.

Posidonia oceanica: i polmoni del mare

Il mare, come l’aria ha bisogno delle sue piante e di ossigeno.
La Posidonia oceanica è una delle piante più importanti in assoluto per la conservazione del mare e delle coste.
Si tratta di una specie endemica del Mediterraneo che contribuisce all’ossigenazione del mare, alla prevenzione dell’erosione delle coste e al nutrimento di diverse specie marine.

Per questi motivi la Posidonia oceanica è una pianta protetta, riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio dell’Umanità.
Nel Mediterraneo è un ’indicatone di purezza del mare e occupa un’area del 3% dell’intero spazio marino.
Sebbene non sia una specie ad alto rischio di estinzione, la perdita annuale è percepibile e il problema della lentezza della riproduzione di nuove praterie ancor più importante.
Ragion per cui, la preservazione della Posidonia Oceanica è di fondamentale importanza per la salute dei nostri mari e delle persone.

Come preparare olio, pomata e ricostituente con il pioppo

Proprietà del pioppo

Quasi ogni parte del pioppo ha proprietà benefiche utili all’uomo, sebbene solo i boccioli sono ufficialmente riconosciuti rimedio curativo.

La resina è molto apprezzata dalle api che la usano per produrre il propoli.
Corteccia e foglie invece, vengono utilizzate solo nella medicina popolare.

In ogni caso, tutte queste parti della pianta hanno contenuti derivati dall’acida salicilico, di oli essenziali e flavonoidi che conferisce proprietà lenitive, antinfiammatorie, antibatteriche e disinfettanti.

I boccioli, inoltre, hanno anche proprietà astringenti che favoriscono la guarigione delle ferite.

Propoli

La resina delle api ha effetti antibatterici, antivirali e antimicotici.
Questi utilissimi insetti usano la resina per rivestire le celle dei loro alveari e renderle più ermetiche.

Per produrre il propoli poi, le api utilizzano la resina appiccicosa ricavata dai boccioli di pioppo, ippocastano, abete rosso e betulla.

Le api operaie masticano questa sostanza mescolandola con il proprio secreto salivale, con della cera ( 30%) e con il polline (5%), mentre il contenuto degli oli essenziali ( 10% circa) deriva dai boccioli.

Il propoli è una materia prima molto sfruttata in cosmesi naturale e riconosciuta come ricostituente.

RICETTE UTILI

Olio di pioppo

Riempire di circa 1/3 un vasetto di vetro ( con tappo) di boccioli di pioppo freschi o essiccati e aggiungere olio di oliva finché tutto non è ben coperto.

Mettere il vasetto in una pentola a bagnomaria e lasciar sobbollire per circa 20 minuti.

Spegnere il fuoco e lasciar riposare il vasetto nella pentola finché non si è raffreddato completamente, meglio ancora se per tutta la notte.

Lasciar poi riposare altri 3-4 giorni il vasetto in un luogo caldo e filtrare con un colino a maglia fine i boccioli di pioppo.

L’olio ottenuto va messo in una bottiglia scura e si può conservare per circa un anno.

Pomata ai propoli di pioppo

  • 60 ml di olio di pioppo ( vedi ricetta sopra)
  • 4 g di cera d’api

Preparazione

Versare gli ingredienti in un vasetto di vetro e riscaldare a bagnomaria, mescolando finché la cera non si sarà sciolta completamente.

Travasare la pomata liquida in vasetti lasciando che si rassodi da sola raffreddandosi.

Applicare un’etichetta sui vasetti e chiuderli bene.

La pomata dovrebbe conservarsi bene in frigorifero per almeno un anno.

Ricostituente al pioppo

Efficace in caso di raffreddore e sintomi febbrili

Ingredienti

  • 2 cucchiai di boccioli di pioppo
  • 50 g di miele di bosco
  • 50 g di zucchero di betulla
  • 50 ml di aceto di mele non filtrato
  • 100 ml di acqua

Preparazione

Frullare tutti gli ingredienti in un mixer, poi versare il concentrato in una bottiglia sterilizzata e riporre in frigorifero.

Questo concentrato si conserva solo per qualche giorno, pertanto è bene prepararne solo la quantità necessaria.

Potete berne 1 o 2 al giorno dopo averlo diluito in acqua.

Fonte: la Farmacia del bosco,  di Markus Strauss

Il mare protetto delle terre di Pisa

Spiaggia libera e selvaggia a Marina di Vecchiano e bagni di sole in spiaggia a numero chiuso a San Rossore. A piedi o in bicicletta nelle pinete, specie floreali e animali rare.

Il parco naturale di Migliarino, San Rossore e Massaciuccoli è delimitato da trenta chilometri di spiagge in costante movimento, protette da dune e da pinete.

Siamo nelle Terre di Pisa davanti a un mare unico lungo l’intera costa tirrenica, dove spiagge attrezzate si alternano alla riserva naturale: la Lecciona, la Bufalina, Bocca di Serchio, Lame di Fuori, Dune di Tirrenia…

Le foci dell’Arno e del Serchio creano in questo tratto di costa una condizione geografica peculiare che ospita numerose specie vegetali e animali rari come il fratino, uccello a rischio di estinzione, che solo qui ha trovato l’habitat giusto dove nidificare e riprodursi.

Dove oggi si estendono le dune e le pinete dell’attuale Parco naturale, originariamente stagnava una palude salmastra, parte di un’antica laguna che si protendeva fino a Pisa. Fu il Granduca di Toscana Ferdinando II de’ Medici a volere questi luoghi selvaggi, popolati da cinghiali, daini e volpi, nei suoi possedimenti, convinto che si sarebbe ben adattato al clima mite di San Rossore, come in effetti avvenne. Ci vollero comunque diversi secoli e ingenti lavori di bonifica affinché questo vasto territorio divenisse meta di visite naturalistiche e uno scrigno di biodiversità. Oggi, infatti, è possibile perdersi tra sentieri che come sottili vene attraversano boschi di pioppi, lecci, pini e frassini; ammirare i colori della soldanella di mare e dell’ibisco; adocchiare aironi che placidamente planano sulle acque o gru cenerine che sonnecchiano, incuranti della natura che non dorme mai intorno a loro.

La Tenuta di Migliarino, nel comune di Vecchiano e quella di San Rossore, in quello di Pisa costituiscono il cuore di questa ricchezza naturalistica. Migliarino si estende fino a Marina di Vecchiano, una lunga spiaggia libera (interrotta da tre piccoli spazi attrezzati che utilizzano rigorosamente materiali naturali) sabbiosa e selvaggia che dalla foce del Serchio lambisce Torre del Lago Puccini. Qui si estende un sistema dunale di grande interesse, in cui vegetano le alofite e le alotolleranti, che in altre zone del parco non sono presenti a causa dell’erosione della costa. Il comune di Vecchiano, insieme all’Università di Pisa, ha voluto sottolineare l’importanza di questa biodiversità promuovendo un singolare progetto di orto botanico, ovvero una duna artificiale visitabile a fini didattici.

L’estensione e la conseguente varietà di paesaggi sono peculiarità che attirano visitatori dai più diversi desideri: i contemplativi e gli amanti del tramonto sul mare possono partecipare a escursioni estive su litorali incontaminati mentre gli sportivi non si faranno mancare lunghe pedalate nelle pinete di San Rossore o magari vorranno conoscere meglio il padrone di casa di queste terre, il cavallo. Ben sei, infatti, i centri ippici che propongono escursioni in compagnia di mansueti quadrupedi, che lentamente cullano fin verso i boschi più interni.

Il Parco ospita due Oasi WWF: le Dune di Tirrenia e il Bosco di Cornacchiaia che organizzano passeggiate e molte attività.

Foto: Marina di Vecchiano

Bambini

Un’aula con il cielo per soffitto, il palco delle emozioni

Nonostante le restrizioni, anche quest’anno i bambini possono partecipare ai campi nel Parco.

Il maneggio Equitiamo, immerso nella Tenuta di San Rossore nella zona della Sterpaia, ha già iniziato le attività e propone un’aula verde a cielo aperto. In un grande prato verde si tengono le lezioni di didattica ambientale, a queste si aggiungono passeggiate nei misteriosi ambienti naturali di San Rossore e il palco delle emozioni dove bambini raccontano ai propri compagni le sensazioni sulle giornate vissute a contatto con la natura e con gli animali, primi fra tutti i pony. Sono in programma anche gite con la propria bici, che viene adeguatamente sanificata dagli organizzatori.

Il campo è adatto ai bambini dai 6 agli 11 anni.

Informazioni e iscrizioni: t. 338 7887229 – valeria.gambogi@virgilio.it

Si chiama Avventura nel Parco il campo solare organizzato dall’Oasi Lipu nella Tenuta di San Rossore che alterna attività di laboratorio naturalistico a escursioni sostenibili negli ambienti più significativi del Parco, dalle gite in canoa sul lago, alle escursioni in bicicletta nelle immense foreste di San Rossore, fino alla scoperta delle spiagge più selvagge, per concludere la settimana con un’attività dedicata al volontariato ambientale in cui i bambini potranno riflettere sul significato di prendersi cura dell’ambiente in cui viviamo.

Per informazioni ed iscrizioni: t. 0584 975567 – oasi.massaciuccoli@lipu.it

Foto Paesaggi

Sulla spiaggia del Gombo per osservare il mare

La spiaggia naturale del Gombo, con le sue dune e la vista della foresta pietrificata, diventa protagonista di una nuova escursione, in via sperimentale, che si aggiunge alle numerose visite guidate organizzate nel Parco di Migliarino San Rossore Massaciuccoli.

L’attività elioterapica della ‘Buca del Mare’, gestita dal Circolo Ricreativo Aziendale San Rossore, riparte con strutture rinnovate in legno e materiali naturali e con la novità della visita guidata tutti i giorni fino al 13 settembre, con 15 ombrelloni a disposizione dal lunedì al venerdì e 10 nei weekend.

Si parte da Cascine Vecchie con un mezzo messo a disposizione dal Centro Visite e l’arrivo alla spiaggia naturale nella zona chiamata ‘La buca del mare’, dove poter stare sotto l’ombrellone, prendere il sole e godere della bellezza della spiaggia, rispettando l’ambiente e il divieto di balneazione.

Prenotazioni: t. 050 530101

Prezzo: 30 euro (transfer e ombrellone)

I partecipanti devono rispettare le disposizioni di sicurezza antiCovid.

Escursioni, visite guidate, noleggio bici e il trenino elettrico

Passeggiata in carrozza, elioterapia sulla spiaggia, gite in bici lungo i sentieri della Tenuta. Basta noleggiare una biciclette o una ciclocarrozzella, oppure esplorare il Parco a bordo di un calesse trainato dai forti cavalli TPR. Sabato e domenica è disponibile il tour con il trenino elettrico tra i boschi e le pinete della Tenuta con arrivo fino al mare. Partenza alle 8.30, 9.30, 10.30, 11.30 dal parcheggio di via Pietrasantina.

Il servizio è gratuito, su prenotazione fino ad esaurimento dei posti.

Prenotazioni: t. 050 530101

Culto e cultura. La basilica di San Piero a Grado

La tradizione vuole che qui sbarcò San Pietro, proveniente dalla Palestina e diretto a Roma, nel 44 d.C. Ancora oggi nell’abside si conserva la colonna con il piano di marmo utilizzata come altare durante la messa celebrata dal fondatore della Chiesa Cristiana. Degni di nota gli affreschi del pittore lucchese Deodato Orlandi che raffigurano i primi papi cristiani. Lo splendido complesso romanico in tufo e marmo bianco, è impreziosito da eleganti decorazioni ceramiche risalenti al X secolo d.C., che raffigurano imbarcazioni o semplici motivi geometrici.

Info: 050 960065

Foto Pisa

Non ci dovrebbe essere bisogno di tante presentazioni ma nella foto a sinistra la famosissima torre pendente di Pisa e a destra il Duomo in Piazza dei Miracoli, patrimonio dell’UNESCO dal 1987

Vivere all’aria aperta fa bene. Come cambiare abitudini e perchè


 Due ore alla settimana passate all’aperto fanno una differenza misurabile nella salute di una persona.  Secondo John Muir  “Ad ogni passeggiata nella natura, si riceve molto più di quello che cerca”.

Trascorrere del tempo all’aperto non è più cosa comune

L’uomo moderno trascorre oltre il 90% della giornata in auto o in casa e la maggior parte del tempo viene trascorsa davanti a uno schermo e spesso in posizione reclinata. Siamo costantemente bombardati da avvertimenti su zecche, zanzare, scottature solari e altri mali nei grandi spazi aperti, tuttavia anche i pericoli di trascorrere la vita in casa sono atroci.
Anche una passeggiata fuori o sulla spiaggia, magari trovando un posto comodo o sdraiandosi semplicemente tutto il giorno può essere molto salutare.

Trascorri del tempo all’aperto ogni settimana. Anche solo due ore fuori alla settimana o venti minuti al giorno, potrebbero significare molti benefici salutari.

Godere della natura dovrebbe essere una parte normale della nostra vita

I giardinieri conoscono da secoli i benefici, sia fisici che spirituali, di trascorrere del tempo in giardino o con la natura. Scrittori e poeti come John Muir, Henry David Thoreau, William Blake ed Elizabeth Barrett Browning sono alcune delle persone più famose che ci hanno dato parole meravigliose sui benefici del vivere all’aperto. Tuttavia, anche un asilo è in grado di regalare parole sagge sull’argomento. Qualcuno  ha detto che ogni volta che un bimbo impara il nome di una pianta, è come incontrare qualcuno di nuovo. La società moderna  ha invece sviluppato una mentalità da bunker e ci siamo chiusi fuori dalla natura mentre i nostri bambini sono stati avvolti in un bozzolo di divano, pasti a microonde e giochi fortemente strutturati. Non c’è tempo per godersi la vita restando seduti su un albero, giocare nelle pozzanghere di fango o raccogliere i denti di leone per la mamma.

I benefici per la salute di trascorrere del tempo all’aperto

I benefici che trae la salute nel passare di un po’ di tempo all’aria aperta sono sorprendenti. Gli adulti che trascorrono  una media di soli venti minuti fuori in un giorno generano l’equivalente energetico di bere una tazza di caffè. La luce solare aiuta anche nella riduzione del dolore e aumenta il sistema immunitario. La luce solare allevia  il SAD (disturbo affettivo stagionale) e aiuta la depressione. Noi giardinieri sappiamo tutto questo da quando curiamo le nostre piante. Tuttavia, sapevi che stare all’aria aperta può migliorare la nostra vista? Guardiamo gli schermi tutto il giorno e raramente ci concentriamo su qualcosa di lontano, a meno che non stiamo guidando. Godendo la vita all’aria aperta, ci concentriamo su nuvole, alberi, uccelli in volo e molte altre cose che richiedono una messa a fuoco distante. Questo dà ai nostri occhi un riposo dalla tensione costante del lavoro ravvicinato. Camminare nei boschi può ridurre la pressione sanguigna e ridurre l’infiammazione. Anche la luce solare e la vitamina D vanno “sotto braccio” e la maggior parte di noi corre il rischio di carenza di vitamina D. Non solo stimola la crescita ossea nei bambini, regola il sistema immunitario in tutti, quindi passare solo pochi minuti all’aperto dovrebbe aiutarci a prevenire raffreddori, influenza e disturbi respiratori. Gli studi dimostrano che aumenti regolari di  tempo passato all’aria aperta possono aumentare considerevolmente anche il numero dei globuli bianchi.

Cambiare alcune abitudini per passare più tempo all’aperto

Ci sono molte cose che puoi fare per trascorrere più tempo all’aperto, anche se sei un abitante della città con un lavoro a tempo pieno. Insacca il tuo pranzo e mangia all’aperto, oppure raduna un gruppo di colleghi e cammina per venti minuti durante le pause pranzo. Scegli un’attività all’aperto come il birdwatching, la pittura, il giardinaggio (ovviamente), la fotografia, uno sport di squadra come il softball o qualcosa di semplice come leggere nel tuo giardino o sotto il portico. Se hai un giardino, cammina attraverso di esso, togli l’erbaccia, o dividi le piante perenni. Porta i tuoi bambini al parco o addirittura ad un arboreto se sono abbastanza grandi. Non utilizzare il passeggino se puoi. Lascia che i piccoli camminino, anche se è per cinque minuti alla volta. Guidare ovunque infonde solo cattive abitudini. Dai ai bambini più grandi il loro piccolo spazio in giardino Lascia che. crescano facili fiori e verdure. Se sei abbastanza fortunato da vivere in campagna, saltare la corda, badminton e croquet sono tutte fantastiche attività all’aperto che la maggior parte dei membri della famiglia può fare per divertirsi insieme. Un tempo, in inverno, il fienile era un altro grande ritrovo. Era normale trascorrere del tempo all’aperto ogni giorno. In estate, era obbligatorio. Ci dicevano di uscire e trovare qualcosa da fare!

Inizia gradualmente e aggiungi attività

Se scegli un’attività fisica intensa, ricordati di abituarti gradualmente all’esercizio fisico aggiuntivo e se  non hai una buona condizione medica, consulta il tuo dottore. Tuttavia, leggere, dipingere, fare yoga leggero e passeggiare nel parco sono tutte attività straordinarie che possono essere praticate da chiunque. Se percorri il vialetto per prendere la posta, cammina su e giù due o tre volte mentre la ordini. Fai un pasto all’aperto, anche se è solo toast mattutino con il caffè. Se vivi in un quartiere buio, porta una coperta all’aperto di notte e insegna ai tuoi figli le costellazioni. Potresti anche vedere la Stazione Spaziale Internazionale. Ci sono molti modi per passare un po ‘di tempo all’aperto, devi solo pensare ai modi che saranno più utili per la tua famiglia. Henry David Thoreau disse bene:  “Ho fatto una passeggiata nei boschi e ne sono uscito più alto degli alberi.”

Il Global seed vault: la banca dei semi globale delle isole Svalbard

Che cosa è

Il global seed vault è un deposito costruito in calcestruzzo dalla lunghezza di 27 m, altezza di 6 metri e larghezza di 10, al cui interno sono state create tre sale per conservare e custodire le sementi di tutto il mondo.

Il suo scopo è quello di conservare e proteggere un maggior numero di specie di sementi possibile da avere a disposizione nel caso di una perdita improvvisa del patrimonio genetico causata da guerre, alluvioni o altri tipi di catastrofi simili.

All’interno del deposito di sementi globale, l’uomo può trovare più di 10.000 campioni di specie diverse con cui eventualmente ridare vita e alimentazione naturale al pianeta.

 

Come funziona

Il Global seed Vault è stato fondato ed e interamente finanziato dal Governo norvegese, seppur la responsabilità delle operazioni siano assegnate al Ministero dell’Agricoltura e dell’Alimentazione che coordina  con il Nordic Gene Resource Center e il Global Crop Diversity Trust le varie attività. I campioni di semi nel Vault rimangono di proprietà delle banche dei geni che li depositano. Queste banche genetiche regionali garantiscono che i campioni di sementi siano disponibili per agricoltori, ricercatori e trasformatori in conformità con le normative internazionali.

Nel deposito di sementi più sicuro al mondo sono disponibili 21 tra le culture più importanti al mondo tra cui  il riso, il mais, il frumento, le patate, le mele, la manioca, il taro e la noce di cocco che garantiscono la diversità genetica.

 

Dove

Il Global seed vault è chiaramente visitabile solo dall’esterno viste le temperature estreme a cui vengono tenuti e congelati i semi e, soprattutto, la loro fondamentale importanza.

Il deposito si trova in una cittadina posta in una zona estrema ed abbastanza inaccessibile, quale è Longyearbyen, sull’isola di Spitsbergen, nell’arcipelago delle Svalbard, l’ultimo avamposto della Norvegia ad un migliaio di Km dal Polo Nord.

 

Schmetterlinghuaus: la casa delle farfalle di Vienna

 

Se a un ignaro visitatore raccontassero che, nel cuore della Mitteleuropa, è possibile ascoltare il fremito, il sussurro dettato da mille battiti di ali di farfalla, questi potrebbe dubitare della sincerità del racconto. Invece, nel cuore di Vienna, sorge una meraviglia dell’ingegno umano, la Schmetterlinghaus, la casa delle farfalle.

I tropici nella Mitteleuropa

 

La casa delle farfalle di Vienna è ospitata all’interno di un’inedita e preziosa serra costruita in stile liberty. La bellissima struttura in vetro e ferro ospita un piccolo paradiso terrestre. Lungo il percorso, migliaia di ali di farfalle in volo allietano la visita di grandi e piccini che vanno alla scoperta di questo piccolo angolo tropicale nel cuore dell’Europa centrale. La vista che accoglie gli ignari visitatori che si affacciano sulle soglia della Schmetterlinghaus è tra le più spettacolari. Una foresta tropicale in miniatura dove le cascate lasciano il posto a fiori, piante e piccoli ponti che consentono anche la vista dall’alto. Il percorso si snoda in un ampio anello dove è possibile sentire e respirare l’atmosfera calda dei tropici, grazie alla temperatura che sfiora i 26 °C e un’umidità pari all’80%. Lungo il tragitto, i cartelli illustrano e spiegano le varie fasi che appartengono alla vita delle farfalle e delle altre specie ospitate all’interno della serra.

Le farfalle della Schmetterlinghaus

 

Sono cinquecento le farfalle che volano libere nei 280 mq dell’oasi a loro dedicata. Quaranta specie provenienti dalla Thailandia, il Costa Rica e le Filippine vivono e prosperano in questo ambiente capace di riprodurre in pieno il loro habitat naturale. Il vetro della struttura liberty, così amato dagli estimatori dell’Art Nouveau, serve a proiettare una cascata di luce naturale all’interno, un piccolo particolare di vitale importanza per la sopravvivenza sia delle farfalle che delle piante tropicali. Nella serra è possibile assistere anche a una della metamorfosi più spettacolari del mondo animale: la trasformazione da bruco ad elegante farfalla. Tutte le specie presenti nell’oasi provengono da allevamenti esteri, preposti a tale scopo. Alcune di queste nascono all’interno della serra stessa come la farfalla civetta.

Le piante della Schmetterlinghaus

 

Le piante che abitano ogni angolo, anche il più piccolo, della casa delle farfalle viennese sono state scelte perché di fondamentale importanza nel ciclo vitale delle farfalle. Il colorato ibisco, il plumbago e la lantana offrono il nutrimento ideale, il nettare necessario per la sopravvivenza della specie. Lungo il percorso è possibile trovare anche delle piante e dei fiori finti che offrono una sosta colorata durante i numerosi voli delle farfalle.

Il Parco Burgarten

 

La Schmetterlinghaus sorge nel cuore di un delizioso parco all’inglese che si trova lungo la Ringstrasse, il Parco Burgarten. Questa piccola oasi verde nel centro di Vienna nacque come giardino privato dell’imperatore Francesco Giuseppe I, marito della mai dimenticata principessa Sissi. Le atmosfere del parco sono così romantiche e misteriose che, a volte, sembra di vedere le due figure camminare mano nella mano, soprattutto quando il sole abbraccia l’orizzonte al crepuscolo. L’imperatore scelse le piante personalmente, forte della sua passione e conoscenza del mondo vegetale. Dopo la sua morte, il giardino venne aperto al pubblico per dare modo ai cittadini viennesi di godere di questo piccolo gioiello.

Dove, come e quando

La casa delle farfalle è aperta tutti i giorni, con i seguenti orari:

-Aprile- Ottobre : da lunedì a venerdì 10-16.45: sabato, domenica e festivi 10-18:15

-Novembre-Marzo: tutti giorni ( festivi inclusi) : dalle 10 alle 15:45

 

Per tutte le info ( inglese e tedesco): www.schmetterlinghuaus.at

 

Come salvare le farfalle con fiori e piante

Un tempo il rapporto tra uomo e farfalla era armonioso e consentiva a questo coloratissimo insetto di prosperare e vivere serenamente sulla terra, oggi  invece, causa l’inquinamento, deforestazione e soprattutto la continua cementificazione sconsiderata attuata dall’uomo, è diventato sempre più raro vedere volare e posarsi sui fiori una farfalla.


Come aiutarle
Esistono tanti tipi di piante che sono gradite ai lepidotteri ma, più di ogni altra cosa, possiamo creare un mini habitat naturale, che attiri le farfalle e le invogli a tornare  nei nostri giardini o sulle nostre terrazze.
Tanto per cominciare serve un bel prato soleggiato e, potendo, un punto sopraelevato dove le farfalle possano  avere un luogo d’incontro per il corteggiamento.

Un alberello, un muro o, soprattutto, una siepe che protegga il giardino dal vento e un piccolo specchio d’acqua dal quale le farfalle possano trarre i sali minerali necessari al loro nutrimento.
Se invece non avete un giardino, potete sfruttare la vostra terrazza inserendo piante rampicanti come l’edera o il caprifoglio ( ottimo nutritivo anche per le falene).

Altre piante e fiori che potete prendere in considerazione sia per il giardino che per la terrazza sono:

  • Verbena
  • Menta
  • Primule selvatiche
  • Crisantemi giapponesi
  • Origano
  • Salvia

Oppure altre piante nutrici come cavolo ornamentale e nasturzio

Perché è fondamentale la presenza delle farfalle

Non tutti sanno che la velocità di impollinazione delle farfalle è superiore a quella di qualsiasi altro insetto presente sulla terra e che, ancor più, le piante impollinate dalle farfalle, specie nella Foresta Amazzonica, vengono ancor oggi utilizzate in larghissima scala dalle case farmaceutiche per salvare ed aiutare persone in tutto il mondo.
Le  foglie di digitale hanno salvato ed aiutato milioni di cardiopatici in tutto il mondo, la Rauwolfia indiana contiene principi attivi che alleviano l’ipertensione mentre più del 50% dei farmaci prescritti dai medici oggi, contiene piante.
Se questo non è sufficiente a convincere chiunque che la salvaguardia di un insetto dalle grandi ali colorate capace di impollinare a ritmo di circa 1500 corolle l’ora, non sappiamo come altro spiegare  quanto siano importanti fiori, insetti e tutti gli elementi della natura…