Come ottenere grandi raccolti con poco spazio: il giardinaggio biointensivo

Perché piantare con questo metodo?

Indipendentemente dal fatto che il tuo giardino sia rurale, suburbano o urbano,  per piantare e utilizzare alcuni o tutti i componenti del giardinaggio biointensivo può aiutarti a coltivare un giardino in un piccolo spazio. Questo concetto è qualcosa di più che avere alcuni vasi o aiuole sul balcone o nel giardino. Se fatto correttamente, ti consente di coltivare più verdure in meno spazio e possibilmente ridurre il budget del cibo domestico.

Due popolari metodi di giardinaggio biointensivo

In particolare, due sistemi di orticoltura intensiva sono diventati popolari  negli ultimi decenni. Questi due metodi sono il giardinaggio al metro quadrato e il metodo biointensivo, chiamato anche agricoltura biointensiva.

Il primoi è un sistema semplice e affidabile, facilmente gestibile da quasi tutti. Non richiede piantagione di accompagnamento, nessuna rotazione delle colture e forse la più semplice di tutte, nessuna preparazione del terreno.

I letti rialzati profondi 15/16 cm sono adatti per la maggior parte delle colture. Riempi i letti con una miscela di torba, vermiculite e compost. Questo metodo richiede l’acquisto dei componenti. Ma funziona bene negli spazi urbani, specialmente dove il suolo contaminato è un problema e dove scavare nel terreno non è un’opzione. È anche la scelta migliore per le persone che vogliono che il loro giardino appaia in un certo modo, come luoghi in cui ci sono ordinanze che specificano rigorosamente come deve essere un cortile.

Il secondo metodo di giardinaggio biointensivo richiede lo sviluppo di terreno fertile in letti da giardino permanenti scavati a una profondità di 50-60 cm ca. L’obiettivo principale di questo tipo di giardinaggio è quello di coltivare in modo sostenibile il cibo con l’aggiunta del minor numero possibile di componenti esterni al sistema. Pianificazione delle colture, produzione di compost, semina di accompagnamento, rotazione delle colture e colture in crescita che hanno un duplice scopo in quanto sia il cibo che i foraggi per il compost sono gli obiettivi primari di questo metodo biointensivo.

Principi del giardinaggio biontensivo

Indipendentemente dall’approccio che usi, i risultati possono essere un orto alimentare ad alto rendimento, dovuto principalmente all’uso di questi quattro componenti comuni:

  1. Letti da giardino permanenti. Stabilire letti permanenti ti consente di concentrare i tuoi sforzi dove coltivi le tue piante. Non c’è spreco di compost o acqua di irrigazione su terreno nudo. Elimina anche la compattazione del suolo utilizzando percorsi permanenti che non richiedono mai di camminare nelle aree in cui le piante crescono. Questi letti permanenti sono molto popolari e vengono utilizzati in almeno 140 paesi in tutto il mondo.
  2. Affidamento al compost. Entrambi i sistemi si basano sul principio fondamentale di tutto il giardinaggio biologico: grandi quantità di compost che forniscono nutrienti equilibrati e rilasciati lentamente necessari per coltivare piante sane. La sostanza organica presente nel compost migliora anche la consistenza del suolo, aumentando la capacità del suolo di trattenere l’acqua.
  3. Piantagione mista ad alta densità. Una chiave per l’elevata produttività di entrambi i sistemi è la capacità di sfruttare l’intera superficie di ogni letto per far crescere le piante senza dover lasciare spazi tra le file. Ciò si traduce in una resa più elevata senza aggiungere ulteriore area al giardino. Per i giardinieri principianti, il metodo di marcatura dei letti in quadrati può aiutare in particolare a visualizzare quanto densamente piantare colture. L’inversione di colture con profondità delle radici, altezze e tassi di crescita diversi consente anche di coltivare più piante in una determinata area.
  4. Piantare rapidamente la successione. La semina sfalsata produce raccolti sfalsati che rappresentano un uso più efficiente dello spazio e massimizzano anche la durata della stagione di crescita. Il rapido reimpianto di eventuali spazi vuoti dopo la raccolta di un raccolto consente l’utilizzo di ogni area del giardino durante tutto l’anno.

L’obiettivo di entrambi questi metodi è la sostenibilità a lungo termine. Sono particolarmente efficaci per i giardinieri e i piccoli agricoltori, ma sono stati utilizzati con successo anche nell’agricoltura commerciale su piccola scala.

Come far crescere fiori, piante e ortaggi in poco spazio: il metodo del giardinaggio a metro quadro

Ci sono molti miti sul giardinaggio, ma uno dei più comuni è che sia necessario un vasto cortile per coltivare una grande varietà di piante.

Molte persone credono che sia necessario disporre di una grande quantità di terra per avere un grande giardino. La verità è che in realtà ci sono molti modi per far crescere grandi ortaggi, piante e fiori in uno spazio più piccolo. Uno di questi modi è il giardinaggio a metri quadrati.

Cos’è il giardinaggio a metro quadro?

Nel giardinaggio a  quadrati, scegli una piccola porzione di terra e crea un piccolo giardino ordinato su di essa. A Mel Bartholomew è attribuita la creazione di questo intenso sistema di coltivazione. Nella maggior parte dei giardini a quadrati, un letto rialzato è costruito all’interno di un quadrato di 120 cm per lato. Il letto viene quindi diviso in quattro file 30 cm per un totale di 16 unità. Naturalmente, questa dimensione non è fissa e puoi sempre cambiarla per soddisfare le tue esigenze. L’idea di base è che ogni quadrato avrà un diverso tipo di pianta che vi cresce. Per questo motivo, il numero di piante che crescono in ogni quadrato dipende dal tipo di pianta. Ad esempio, una varietà più grande come un peperone o una pianta di pomodoro occuperebbe un intero quadrato da sole, mentre le piante più piccole come le erbe aromatiche potrebbero probabilmente condividere un’unità con altre piantine più piccole.

Vantaggi del giardinaggio a metri quadrati

Ci sono molti benefici da trarre dal giardinaggio a metri quadrati oltre a essere in grado di coltivare una grande varietà di piante fiorenti in un piccolo spazio. Ad esempio, avere un giardino densamente popolato creerà una barriera naturale alle infestanti, perché le foglie delle tue piante ti forniranno un pacciame perpetuo. In alternativa, puoi provare a piantare altre piante vicine per tenere lontani i parassiti, poiché un giardino quadrato è già uno spazio chiuso. La grande varietà di colture in un’area così concentrata può anche aiutare a combattere le malattie. Inoltre, i giardini a metri quadrati sono più facili da proteggere dagli agenti atmosferici, soprattutto se è necessario utilizzare una copertura per proteggere le piante da gelate precoci o altri problemi meteorologici. Infine, i giardini più piccoli possono essere trasformati in piccoli angoli temperati, permettendoti di prolungare ancora di più la tua stagione di crescita.

Scegliere una posizione

Ti consigliamo di iniziare selezionando una posizione ideale. Potresti non avere un quadrato aperto di un metro e venti per lato nel tuo cortile, ma dovresti comunque utilizzare ciò che è a tua disposizione. Dovresti trovare un punto che riceva circa 6-8 ore di luce solare al giorno, poiché la maggior parte delle piante che coltivi richiederanno così tanta luce. Mettere un giardino di un metro quadrato troppo vicino agli alberi sulla proprietà può causare problemi con radici e ombra. I nutrienti del terreno non sono così importanti in questo caso, poiché il terreno del letto rialzato sarà quasi sempre separato dal terreno del tuo cortile. Il fattore più importante da considerare è se il terreno possa drenare bene. Se si riempie di pozzanghere dopo una pioggia e impiega troppo tempo a svuotarsi, ti consigliamo di trovare un’altra posizione per il tuo giardino o aggiungere modifiche per facilitare il drenaggio.

Il prossimo passo è mettere in posizione i letti rialzati. Tienili senza fondo a meno che non stia creando un giardino da tavolo (nel qual caso puoi usare il compensato per il fondo). Aggiungi il tuo mix di terreno preferito. Se non hai un set preferito, ti consigliamo una miscela di una parte di compost, una parte di muschio e una parte di vermiculite. Determina quale sarà il tuo layout e pianta ogni varietà nel suo quadrato designato. Segna il nome della pianta che stai seminando o piantando in ogni griglia in modo da riconoscerla. Quando pianti i tuoi semi, piantane solo alcuni all’inizio. Quindi taglia le piante più deboli per dare a quelle più forti maggiori possibilità di successo.

Cura del giardino a metro quadro

Una volta che il tuo giardino è attivo e funzionante, ci sono alcune cose che dovrai fare per prenderti cura di esso (proprio come qualsiasi altro giardino). Usa un annaffiatoio per innaffiare il tuo giardino o installa un sistema di irrigazione a goccia nel letto rialzato. Potresti essere tentato di usare un tubo flessibile, ma questo può effettivamente danneggiare il tuo giardino e rimuovere molto terreno dal letto. Le innaffiature delicate sono sempre le migliori. Puoi raccogliere le tue colture durante la stagione di crescita e, quando è finita, aggiungi semplicemente uno strato di compost sul terreno prima di piantare qualsiasi altra cosa al suo interno. Può anche essere utile implementare una sorta di rotazione delle colture nel tuo giardino quadrato, poiché ridurrà ulteriormente i problemi con malattie, parassiti e perdita di nutrienti. Tenere traccia di ciò che si pianta in ogni griglia renderà molto più semplice la rotazione delle colture.

Il giardinaggio a metro quadrato è un modo meraviglioso per ottenere una buona varietà di piante da un piccolo spazio. All’inizio può sembrare complicato quando stai imparando come impostare la griglia e determinando cosa può andare bene e dove, ma col tempo scoprirai che è un sistema ordinato che in realtà semplifica il giardinaggio. Adorerai tutte le colture che otterrai da questo piccolo giardino!

Come creare un orto in un piccolo spazio o sul terrazzo

Perché invece di tenere un balcone noioso e deserto dove di solito lasciate la spazzatura o vecchi oggetti inutilizzati; sedie con colori sbiaditi, scope o aspirapolvere, non lo  usate per creare un piccolo spazio per l’orto? Che, quando arriverà il momento, vi ricompenserà con la RACCOLTA di erbe aromatiche, verdure fresche e biologiche o magari succosi frutti dal sapore eccezionale che non potrete mai ottenere da quelli acquistati in negozio!

Impegno e pianificazione

Togliere un po ‘di tempo dalla vostra frenetica vita urbana per occuparvi delle piante che avete scelto di coltivare sarà il primo passo verso il successo. Dal momento che non state coltivando un vero giardino, 15 minuti al giorno dovrebbero bastare per le attività più elementari come l’irrigazione, la potatura e la pulizia dei fiori sbiaditi.

IMinimo sforzo! Massimo risultato – per questo dovrete essere coerenti! La giusta quantità di irrigazione, la potatura, il trapianto devono essere eseguiti come da programma.

La pianificazione è la parte più cruciale qui. Avete uno spazio limitato e questa è la vera sfida – Saper utilizzare ogni centimetro di spazio e migliorare la produttività delle colture. Inoltre, è necessario scegliere il giusto tipo di piante e varietà in base al clima.

Niente di impossibile…

Serve solo un po’ di impegno e qualche minuto al giorno, durante il quale potete anche bere un caffè, telefonare ad un amico/a o insegnare ai vostri figli l’arte del giardinaggio.

Cercate di coltivare “verticalmente”

Scegliete idee per il giardinaggio verticale e sarete in grado di raddoppiare lo spazio di semina. Non solo i semplici vasi, sul vostro balcone installate fioriere per ringhiere, fioriere a parete, aggiungete alcune fioriere a pila e appendete i cestini per creare spazio. Coltivate più rampicanti, viti e piante che crescono verticalmente.

Set multistrato di vasi  possono essere un suggerimento su come creare vasi verticali in cui coltivare piantine di vario tipo in poco spazio

Alcuni  suggerimenti di base prima di iniziare

Date un’occhiata alla direzione e alla quantità di luce solare che riceve il vostro balcone. Per un orto, dovrebbe ricevere almeno 6-7 ore di luce solare diretta. Tuttavia, se vivete ai tropici la maggior parte delle piante prospererà anche con meno ore di luce solare. Applicate sempre fertilizzanti organici e utilizzare vasi grandi invece di quelli più piccoli per le piante come pomodori, peperoni e alberi di limone.

Iniziate dalle erbe aromatiche

Se siete inesperti e non avete mai coltivato un orto, iniziate con le erbe aromatiche! Sono le piante più facili da coltivare e potete coltivarle quasi ovunque (purché ricevano alcune ore di luce solare).  Scegliete le vostre erbe preferite in base alle condizioni di crescita e al clima. Seminate i semi o acquistate alcune piante dal vivaio vicino. Erba cipollina, menta, timo, basilico, origano, prezzemolo, coriandolo, come preferite.

Crescete anche alberi da frutto e altre verdure

Non solo erbe e verdure, è possibile coltivare alberi da frutto in contenitori, anche in uno spazio limitato come un balcone! Albero di limone, fragole, mela, melograno o anguria se volete. L’elenco delle piante da frutto e degli alberi è lungo.

Ma non solo! Potete coltivare quasi tutte le piante dell’orto sul balcone (se le condizioni di crescita sono appropriate). Per piante più grandi come zucchine, pomodori, melanzane, cetrioli o altri ortaggi come peperoni e fagioli, scegliete vasi grandi e profondi almeno 30-40 cm. Erbe, ortaggi a foglia, verdi di insalata, ravanelli e carote possono essere piantati in grandi vasi poco profondi che hanno una profondità di 15-20 cm. Pomodorini, cipolle verdi, spinaci, fagioli e lattughe possono essere molto produttivi in quanto non hanno bisogno di molto spazio.

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6 modi di usare il caffè in giardino e nell’orto

 
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Le generazioni prima delle nostre ci hanno insegnato che i fondi di caffè possono essere degli ottimi concimanti naturali per il giardino e per le piante di casa e che, spesso quello che potrebbe essere considerato scarto, si dimostra in realtà un ottimo prodotto di riutilizzo.
In questo articolo siamo andati a scoprire come le piante ed il giardino in genere possano sfruttare il caffè in ogni suo stato e lo amino quasi quanto lo amiamo noi

 

1. Utilizzare i fondi di caffè nell’orto.

Questa tecnica può portare ottimi benefici alle verdure a foglia verde perché assicura un approvvigionamento lento di azoto ed abbassa il Ph, garantendo una crescita forte e sana delle verdure stesse. La soluzione migliore è quella di mescolare i fondi di caffè al terreno al momento della piantagione dei semi per eliminare parassiti, funghi e vermi patogeni.


2. Fertilizzare le rose con i chicchi di caffè macinati.

Quello che rende molto utile del caffè è il fatto che abbia un alto contenuto di azoto e possa cambiare leggermente il Ph, aumentando la fioritura, areando il suolo e creando così un mezzo favorevole a sostenere la crescita di vermi che naturalmente fecondano l’area circostante. Sulle rose, volendo, è possibile usare anche il té.

 

3. Prevenire malattie fungine

Le proprietà antifunghine e acide del caffè lo rendono un integratore ideale per eliminare i funghi patogeni e impedire l’insorgenza di malattie delle piante debilitanti, come la ruggine di caffè. In pratica, i terreni di caffè possono sopprimere funghi patogeni, tra cui fusario, pythium e sclerotinia.

 

4. Cambiare il colore dei fiori

La tinta marrone scuro del caffè del mattino può effettivamente trasformare l’ortensia in un fiore azzurro! Questo perché i terreni di caffè hanno una capacità di abbassare il pH del suolo e le ortensie cambiano il colore dei loro fiori quando si trovano in un terreno acido.

 

5. Tenere gli animali domestici lontano dai fiori e piante

Spruzzare i terreni di caffè usati o anche i chicchi di caffè solidi sul terreno, sulle foglie e intorno alle piante può aiutare a mantenere gli animali domestici lontani. È semplice, gli animali hanno un potente senso di odore e, mentre il profumo di caffè può elevare i nostri sensi, ha l’effetto  contrario sul tuo felino, iper-sensibile. Per ottenere risultati migliori, si può spalmare una miscela di terreno di caffè e bucce d’arancia.

 

6. Il caffè fa “bene” al tuo albero sempreverde

Alberi sempreverdi come abete, pino e magnolia sembrano beneficiare del terreno leggermente acido. E il caffè  macinato aiuta a modificare il loro pH a piacimento. Tuttavia, si consiglia di fare un test pH del suolo prima di procedere con le somministrazioni di dosi di caffè eccessivo.

 

Insalata: coltivare facilmente diverse specie

In un orto, anche di piccolissime dimensioni, non può certo mancare un’area dedicata all’insalata. Ne esistono moltissimi tipi differenti, ciascuno più adatto alla preparazione di specifiche ricette, parecchie delle quali fredde e senza alcuna difficoltà né cottura particolare. Per ottenere un gustosissimo piatto di insalata è sufficiente prelevare alcune foglie, lavarle accuratamente sotto l’acqua corrente fredda e condirle a piacimento, con un po’ di sale e di olio extra vergine di oliva. Recentemente nei reparti dei supermercati e sui banchi dei mercati i protagonisti sono gli alimenti biologici, tra i quali l’insalata è una delle verdure maggiormente apprezzate. C’è chi preferisce la classica lattuga, chi ama l’invidia, che ha un sapore leggermente più amaro, chi opta per la croccantezza dell’insalata iceberg. Altre varianti sono il soncino, il crescione, la cicoria. La rucola è un tipo di insalata che può essere usata anche per guarnire la pizza, insieme a delle ottime scaglie di grana. Oppure c’è il radicchio rosso, ideale per la preparazione di prelibati risotti.

Come coltivare con successo l’insalata

La coltivazione dell’insalata non è complessa e può essere fatta anche da persone che non hanno il pollice verde, purché si seguano le raccomandazioni più importanti su esposizione, annaffiatura e terreno. Quasi tutti i tipi di insalata possono essere coltivati anche in vaso, tecnica che ha avuto una larghissima diffusione, specialmente dove non si può disporre di una zona da dedicare ad orto. Sul balcone o sul terrazzo in centro città è possibile coltivare insalate, gustandole freschissime, esattamente come quelle appena raccolte dagli orti di campagna. L’insalata può essere coltivata a partire dai semi, facilmente reperibili in un negozio di giardinaggio o semplicemente in un supermarket,. Il terreno per la coltivazione andrà precedentemente preparato, con una vangatura energica e, nel caso della coltivazione in vaso, mischiando il terriccio universale alla torba. L’insalata va trapiantata con tutto il panetto di terra, bagnando immediatamente per favorire l’adattamento al nuovo terreno. La concimazione andrebbe fatta un paio di settimane prima del trapianto, in modo che le sostanze fertilizzanti risultino ben assorbite. L’irrigazione deve essere frequente ma non esagerata, onde evitare ristagni e marciumi. Sarebbe sempre consigliato verificare il corretto drenaggio. Nei vasi bisogna sempre controllare che sul fondo siano presenti i fori per far defluire l’acqua in eccesso.

Proprietà dell’insalata

Il primo vantaggio dell’insalata è che è fresca, immediatamente commestibile e facile da reperire in primavera e in estate. Un piatto di insalata è sempre ben accetto nei giorni di caldo torrido, quando le portate come la pasta, il riso e il brodo non sono la soluzione più adatta. L’insalata è anche e soprattutto un alimento light, con pochissime calorie ma con molte vitamine, tra cui la A, la B e la C. La maggior parte del contenuto dell’insalata è costituito da acqua. Nell’insalata si possono trovare anche fibre e minerali, importantissimi per il benessere dell’organismo. L’insalata, notoriamente, ha anche un’azione digestiva, lassativa e diuretica. L’insalata mista può essere consumata come piatto unico, per uno spuntino o per un pranzo veloce.

Basilico: come coltivarlo in casa o sul terrazzo

Aromatico e di colore verde brillante il basilico è una pianta erbacea, simbolo della bella stagione che non può mancare in una casa italiana. Ideale da coltivare in orto, si presta a vegetare anche in vaso e dare una nota di verve sulle mensole della cucina o su un balcone. Il basilico che appartiene alla famiglia delle Lamiaceae, è originario dell’India e dell’Asia tropicale ed ha trovato diffusione in Italia nel 350 a.c. ai tempi di Carlo Magno. Una pianta regale, come suggerisce etimologia del suo nome greco Basilicum, che si presenta con fusti eretti ramificati e foglie lanceolate ovali, di diversa intensità di verde e che può raggiungere i 60 cm di altezza. Esistono più di 60 varietà, il più diffuso e pregiato è il basilico classico o genovese, che si caratterizza per il suo particolare aroma di gelsomino, liquirizia e limone.

Coltivazione

Il basilico per crescere e svilupparsi ha bisogno di un clima mite come quello italiano e di un terreno morbido e altamente drenante. Per iniziare a coltivarlo si comprano delle piantine dal vivaio oppure attraverso la semina. Per quest’ultima è bene preparare il terreno arricchendolo con del concime organico e compost e procedere con regolari e quotidiane innaffiatura per far sviluppare le piantine. La semina se avviene in luogo chiuso può essere effettuata tra gennaio e marzo, in orto o in vaso all’aperto da marzo a maggio. Una volta ottenute le piantine queste devono essere diradate oppure si possono collocare le migliori in un vaso anche di piccole dimensioni, inserendo dei cossi e ghiaia sul fondo per favorire il drenaggio e del terriccio morbido arricchito di concime organico. Per avere piante rigogliose è fondamentale posizionare i contenitori in luoghi soleggiati, come un davanzale o un balcone e innaffiarle regolarmente e abbondantemente evitando i ristagni di acqua.

Proprietà e utilizzo in cucina

Il basilico ricco di vitamine, sali minerali, flavonoidi e antiossidanti, se consumato crudo è un valido antiage, che contrasta i segni del tempo e l’azione dei radicali liberi, aiutando il corpo a mantenersi giovane. Ha proprietà antinfiammatorie e antibatteriche, favorisce la digestione ed è in grado di combattere stress e stanchezza.

Il basilico è uno dei protagonisti della cucina e della dieta mediterranea. Esso è l’ingrediente principale del pesto genovese, una sorta di salsa realizzata pestando le foglie con olio evo e pinoli, perfetta per condire la pasta, farcire pizze o spalmare pane tostato. Le foglie di basilico a crudo non possono mancare nel sugo a pomodoro, insalate e zuppe. Trova largo uso sotto forma di olio essenziale nell’aromaterapia, per contrastare l’insonnia e migliorare l’umore. Inoltre, è un ottimo repellente naturale per mosche e insetti, per i quali risulta tossico.

Peperoni: coltivazione e proprietà

Caratteristiche dei peperoni

I peperoni sono ortaggi che appartengono alla famiglia delle solanacee come le patate, i pomodori, le melanzane. La provenienza della pianta è dubbia, anche se si ritiene che sia originaria del sud America. Peperoni e peperoncini piccanti fanno parte della stessa specie e hanno caratteristiche molto simili. Vengono coltivati come piante annuali, cioè seminandole in primavera, raccogliendoli a maturazione avvenuta ed estirpando successivamente la pianta. Si tratta di una verdura estiva per eccellenza, dal momento che è la vera protagonista dei banchi dei mercati, con i colori sgargianti e le forme differenti. Esistono molte varietà di peperoni, tra cui i più noti sono sicuramente quelli rossi e quelli gialli. Ci sono, poi, i peperoni verdi, altrettanto buoni da mangiare, da raccogliere ancora in maturazione. Un capitolo a parte è occupato dai cosiddetti friggitelli, peperoni di più piccole dimensioni adatti, appunto, ad essere fritti in padella.

Coltivazione dei peperoni

I peperoni sono diffusi praticamente in tutto il mondo, anche se si adattano meglio ai contesti in cui il clima è sufficientemente caldo. In Italia, ad esempio, nonostante vengano prodotti in ogni regione, le migliori località per ottenere produzioni generose e più di alto livello qualitativo sono quelle del meridione. Coltivare i peperoni non è una pratica complessa. Bisogna tuttavia seguire alcuni importanti consigli per evitare di esporre le giovanissime piantine al freddo eccessivo o, addirittura, per non ottenere affatto semi germogliati. Infatti la temperatura necessaria per la germinazione è abbastanza elevata e al di sopra dei 15°C, ore notturne comprese. Per cui, in alcune zone, potrebbe essere preferibile ricorrere al semenzaio protetto e, in certi casi, addirittura riscaldato. Una volta spuntata la piantina bisogna aspettare che metta le prime due foglioline dette “vere” per poterla trapiantare, accertandosi di evitare le ultime gelate stagionali. Le annaffiature dovranno essere costanti e regolari per tutta la vita della pianta, fertilizzando la terra precedentemente al trapianto e in concomitanza con la fruttificazione.

Proprietà dei peperoni

La maggior parte del peso del peperone è dovuta dall’acqua. Il resto delle sostanze contenute nel peperone sono gli zuccheri, le fibre e le proteine. La vitamina C è un elemento importante, specialmente nei peperoni gialli. I peperoni rossi, invece, sono ricchi del prezioso betacarotene. I peperoni, in generale, contengono anche magnesio e potassio, con un ridotto contenuto di calorie. I peperoncini, invece, sono famosi per una proprietà differente, ovvero perché si dice che consumarne in quantità sia un ottimo afrodisiaco naturale. Tutte le tipologie di peperoni sono usate prevalentemente per uso alimentare. Con i peperoni si possono preparare salse e sughi prelibati. Oppure si possono consumare come piatto unico, magari la classica peperonata. Contrariamente a quanto si pensi un pasto a base di peperoni è abbastanza digeribile, a patto di non farne un uso eccessivo. I peperoni possono essere utilizzati come contorno, come secondo piatto o come condimento per la pasta. Ci sono moltissime maniere differenti di cucinare i peperoni, sia fritti, sia in forno. La cottura in forno comprende anche i peperoni ripieni, con un composto di pangrattato e di altre verdure per un piatto vegetariano o con un po’ di macinato e di spezie per gli amanti della carne. I peperoni, in cucina, sono un alimento versatile che in estate non può certo mancare sulla tavola.

Ravanello: coltivazione, caratteristiche e proprietà

Caratteristiche principali dei ravanelli

Esistono molte tipologie differenti di ravanelli. Nei mercati e nei supermercati si possono trovare ravanelli dalla classica forma tondeggiante oppure allungata. Anche i colori sono molto diversi da una varietà all’altra e possono essere rossi o bianchi. C’è poi il ravanello gigante, proveniente dai paesi asiatici, più noto col nome di Daikon. Il segnale più evidente della freschezza del prodotto è dato dalle foglie, verificando che non siano eccessivamente appassite. I ravanelli più buoni e più interessanti dal punto di vista alimentare sono quelli di piccole dimensioni. I ravanelli più grandi, infatti, risultano maggiormente legnosi e meno saporiti. I ravanelli, nella cucina italiana, vengono presentati principalmente crudi, mangiando esclusivamente la radice, cioè la parte terminale rossa o bianca, mentre le foglie vengono scartate e non considerate gustose.

Come coltivare i ravanelli

La coltivazione dei ravanelli viene fatta sempre a partire dai semi, acquistati presso un negozio di giardinaggio o nelle buste che si trovano comunemente nei supermarket all’interno dei reparti dedicati. Coltivare i ravanelli è estremamente semplice e veloce, essendo una delle varietà di piante che nell’orto crescono più rapidamente. Dalla semina al raccolto può trascorrere anche soltanto un mese. Fatta eccezione per i periodi di caldo estremo, il ravanello può essere seminato in tutti i periodi dell’anno, compreso quello invernale, purché avvenga all’interno di serre o di ambienti riparati. La cosa principale da valutare è il terreno poiché, come altre specie che crescono sotto terra, ad esempio le carote, un sottosuolo eccessivamente duro e compatto potrebbe pregiudicarne il corretto sviluppo. Le annaffiature vanno moderate all’effettivo bisogno, evitando di esagerare con gli interventi di irrigazione manuale. In primavera dovrebbero essere più che sufficienti le normali precipitazioni atmosferiche stagionali per garantire il necessario apporto idrico. Bisogna anche fare attenzione ai ristagni che potrebbero provocare pericolosi marciumi. La raccolta avviene estirpando completamente il ravanello dal terreno. Preferibilmente va fatta a scalare seminando con lo stesso procedimento per avere sempre un prodotto fresco. Il ravanello, quando sta per maturare, lascia intravedere la parte superiore che emerge dal terreno. Questo è il primo segnale che il ravanello è pronto per essere raccolto e portato in tavola.

Utilizzo dei ravanelli

I ravanelli vengono coltivati quasi esclusivamente per scopi alimentari. Il ravanello crudo può essere consumato come contorno, in abbinamento ad altre pietanze crude o cotte, oppure in insalata. Una variante molto interessante è l‘antipasto, con il ravanello che può essere tagliato e riempito con del formaggio, con una salsa o più semplicemente può servire per guarnire un piatto. La particolarità dei ravanelli è rappresentata soprattutto dalla piccantezza, che li rende ottimi per essere consumati specialmente in primavera quando sono freschissimi. I ravanelli hanno pochissime calorie e contengono comunque calcio, ferro e fosforo, insieme a importanti vitamine come la C e la B. Inoltre nei ravanelli si trova l’acido folico, molto interessante per l’utilizzo in gravidanza. Il ravanello ha altri impieghi minori rispetto a quello alimentare: fitoterapici, diuretici e depurativi.

Coltivare la rucola in terrazzo e nell’orto

Originaria dell’area mediterranea e dell’Asia centro-occidentale, la rucola è una pianta erbacea conosciuta anche come Eruca sativa. Appartiene alla famiglia delle Cruciferae e può crescere spontaneamente sia nelle zone marittime sia in quelle montuose, fino a circa 800 metri di altezza. La rucola produce foglie spesso impiegate in ambito culinario, dalla forma allungata e dal gusto leggermente aspro che si fa più intenso a partire dalla stagione estiva. I fiori sono piccoli, in genere bianchi o di colore giallo chiaro, formati da quattro petali, mentre gli steli sono piuttosto sottili. Anticamente si attribuivano a tale pianta delle proprietà magiche: la rucola era utilizzata persino nei filtri d’amore. Oggi è apprezzata in particolare per le sue qualità aromatiche e per le numerose doti terapeutiche.

Coltivazione

Non è difficile coltivare la rucola in vaso o nei giardini piccoli: essa, per le sue dimensioni, si adatta bene agli spazi ristretti. È importante, tuttavia, rispettare alcune regole per assicurare alla pianta erbacea in questione le migliori condizioni di sviluppo. Bisogna innanzitutto prediligere un’esposizione luminosa ma al riparo dai venti troppo intensi, i quali potrebbero danneggiare irreparabilmente le foglie. Inoltre, la rucola teme i ristagni idrici, causa frequente di marciumi radicali. Per questo motivo è importante annaffiare il terriccio con poca acqua alla volta, lasciando che si asciughi del tutto tra un’operazione e l’altra. Il terreno deve essere poco denso, leggero, morbido e fresco. Qualora si voglia coltivare la rucola in vaso, si consiglia di sceglierne uno dal diametro di circa 20-25 centimetri e di collocare sul fondo uno strato di argilla espansa, in modo da favorire il drenaggio del terreno. I semi vanno ricoperti con poco terriccio, così che non abbiano difficoltà a germogliare. Il periodo ideale per la semina è quello primaverile, ma in generale la rucola può essere piantata da marzo fino a ottobre. In caso di infestazioni di parassiti, si suggerisce di intervenire con rimedi casalinghi facili da preparare come il macerato d’ortica o l’infuso d’aglio.

La rucola viene adoperata spesso per la preparazione di insalate e per arricchire pietanze di vario tipo con il suo peculiare sapore amarognolo. Tale pianta, del resto, contiene importanti sali minerali e vitamine, tra cui la C, la A, la K e la B5. Molto apprezzato è il pesto ricavato dalla rucola, ottimo per accompagnare un buon piatto di pasta. Inoltre, da questa pianta erbacea si ottiene un decotto con effetti depurativi e diuretici. Tra le proprietà terapeutiche vanno menzionate anche quella antibatterica e quella antitumorale, dovute alla presenza del sulforafano. La rucola ha il potere di aiutare la digestione, di stimolare l’appetito e di proteggere le mucose dello stomaco, contribuendo a combattere la gastrite.

Coltivare i piselli in terrazzo e nell’orto

La coltivazione dei piselli è conosciuta fin dall’antichità. La diffusione di questa pianta è molto ampia e riguarda praticamente tutti i continenti, privilegiando le zone con clima di tipo temperato, a cui si adatta maggiormente. Le specie di piselli interessanti dal punto di vista alimentare sono molte. La prima differenziazione consiste nello sviluppo della pianta, che può essere rampicante oppure nana. Inoltre i piselli differiscono per i semi: lisci o rugosi. L’ultima tipologia di piselli sono quelli chiamati comunemente mangiatutto, cioè i baccelli che si consumano interamente. I piselli sono particolarmente indicati come coltura di inizio di una rotazione, in quanto hanno la caratteristica di fissare l’azoto nel terreno, comportandosi come un fertilizzante naturale. A fine coltivazione basterà lasciare nella terra la pianta con tutto l’apparato radicale e le sostanze nutrienti rimarranno nel suolo per rendere rigogliose le piante della coltivazione successiva di altre verdure.

Come coltivare i piselli

I piselli, come altre piante di legumi, possono essere coltivati con il ciclo primaverile, in circa 140 giorni, oppure con un ciclo vitale più lungo invernale. La scelta va fatta in base al clima specifico della zona, valutando che l’inverno, scegliendo il ciclo lungo, non sia troppo rigido e che consenta alla piantina di sopravvivere. La semina avviene a una profondità di pochi centimetri. I piselli possono essere coltivati in pieno campo o in vaso. Le varietà che si adattano meglio alla coltivazione sul balcone o nei vasi sono quelle nane, che peraltro non necessitano di sostegni. Per quanto concerne le varietà rampicanti, invece, sarà necessario prevedere un sistema dove possano svilupparsi, meglio se caratterizzato dall’apposita rete a maglie grandi tipica da orto. I piselli hanno necessità idriche abbondanti ma non bisogna mai esagerare con le annaffiature. In primavera potrebbe bastare l’acqua piovana delle naturali precipitazioni, mentre in estate, con il caldo torrido, bisogna intervenire con irrigazioni a supporto, nell’eventualità installando un vero e proprio sistema di irrigazione per gli appezzamenti di terreno più grandi. La raccolta dei piselli può essere fatta manualmente, avendo cura di non sciupare il fusto della pianta. Dopo aver raccolto i piselli giunti a maturazione, la pianta continua a produrre e a regalare altri piselli da raccogliere successivamente. Le concimazioni azotate sono praticamente inutili. Le piante possono giovare di apporti modesti di fertilizzante, magari nella fase di fioritura quando hanno un maggiore fabbisogno di nutrienti. Il terreno di coltivazione deve essere sciolto e ben drenato, per permettere alle piogge e alle annaffiature di non provocare ristagni idrici che potrebbero provocare marciumi radicali molto pericolosi per la salute della pianta.

L’utilizzo dei piselli 

I piselli vengono utilizzati come alimento, come foraggio per gli animali, come elemento decorativo e ornamentale. Principalmente i piselli sono apprezzati in cucina per la loro bontà, in accompagnamento a primi e secondi piatti delle cucine tradizionali di tutto il mondo. I piselli freschi sono buonissimi da mangiare come contorno, cotti al vapore o in padella. Sono anche facilissimi da conservare e congelandoli mantengono praticamente inalterate le caratteristiche e il sapore.